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¤ AVVERTENZE ¤
scriverò i nomi delle persone che
appaiono nei miei sogni
spero che i diretti interessati
non se la prendano
|
sogni
è tutto quello che c'è...
sono dei frammenti di me
¤ Odi.et.Amo ¤
odio chi non lascia commenti amo chi interpreta i miei sogni
¤ Sostengo che ¤
Le mie idee sono solo mie e comunque qui si parla solo di sogni
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venerdì, 27 giugno 2008
Sogno del 25 giugno 2005 Sono in giardino in montagna, al posto della casa dei cugini che un dolce pendio dove mi sta aspettando Silva seduta su un plaid. Background
La raggiungo e ci mettiamo a chiacchierare: tra poco sarà il compleanno di Erminia, Silvia pensa che si potrebbe regalarle la raccolta delle opere di Palahniuk che è appena uscita.
Sono d’accordo con le e aggiungo che possiamo pure usufruire della promozione della Libreria del Corso che fa il 30% di sconto su tutti i libri.
Silvia risponde entusiasta alla notizia, ma io non l’ascolto perché sto fissando a bocca aperta qualcosa in cielo che si sta avvicinando a gran velocità…
“Ma cos’è? Sembra un pino volante…”
In effetti sembra proprio un albero… e sembra proprio che stia puntando dalla nostra parte!
Non facciamo neanche in tempo a spostarci che con una manovra rapidissima di rotazione di 90 gradi la pianta atterra lungo la strada alle nostre spalle sollevando un gran polverone misto ad aghi.
Dopo poco attraverso i rami si fa strada un ragazzo coi capelli un po’ lunghi e la maglietta rossa.
Noi due siamo ancora impalate dalla sorpresa e lo fissiamo a occhi sbarrati, il ragazzo di dice senza tanti convenevoli che dobbiamo spostarci visto che deve smontare l’albero al più presto per fare la legna per i cugini; senza darci il tempo di muoverci inizia a togliere i rami con una motosega investendoci con la segatura prodotta.
Alle nostre proteste risponde in malomodo e noi sempre più allibite ci dirigiamo in casa.
era un sogno davvero molto vivido!
la Libreria del Corso è effettivamente in periodo di promozione, si capisce che ho voglia di fare un po' di acquisti? ^_^
Valiachan alle ore
14:13
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martedì, 17 giugno 2008
Sogno del 15 giugno 2008 Vivo in un appartamento mansardato assieme a Erminia e Silvia, composto da tre camere spaziose un ampio salone con cucina, bagno e doppio ingresso. Background
Una sera Ermina ci chiama per farci vedere il suo nuovo acquisto: un divano rosso con puff che può diventare un letto matrimoniale.
Le facciamo i nostri complimenti e poi torniamo nelle rispettive stanze.
Camera mia confina con il bolckbuster, praticamente una mia parete è data dal retro di uno scaffale del negozio, c’è anche un piccolo tornello contagente, comodo per quando voglio noleggiare un dvd.
Sono sdraiata supina sul letto sfogliando una rivista, indosso una veste orientaleggiante, di veli violetti.
Dei ragazzi entrano in camera mia e si dirigono al tornello, come se fosse l’anticamera del negozio.
Mi metto in ginocchio sul letto esclamando: “Ehi! Questa è proprietà privata! Non potete passare di qui! La porta del videonoleggio è quella affianco alla mia!”
Intanto scendo dal letto e li spingo verso la porta, i ragazzi frastornati si scusano ma non riescono a uscire perché altra gente sta entrando e anche dalla parte del tornello giungono delle persone come per uscire dal negozio!
Mi metto a urlare disperata: “Non potete stare qui! È proprietà privata! Proprietà privata!!!!!”
che ansia mi ha lasciato addosso sto sogno...
la casa in cusi ci trovavamo all'inizio del sogno era la mia, alla fine invave era il bolckbuster vicino casa, dove peraltro non riesco mai ad andare...
Valiachan alle ore
17:20
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martedì, 13 novembre 2007
secondo sogno di sabato 10 novembre 2007 Sono in montagna, credo siano ancora le vacanze natalizie, dev’essere la prima settimana di gennaio.
Sono in giro con Eu, Silvia e l’Ale grafica, decidiamo di andare a prendere qualcosa di caldo al bar.
Entriamo in un locale e ci sediamo a un tavolo d’angolo un po’ appartato, l’Eu e l’Ale si siedono sui divanetti lungo le pareti, mentre io e Silvia ci mettiamo sulle sedie dando le spalle all’entrata.
Viene la cameriera a prendere le nostre ordinazioni: l’Eu e l’Ale prendono una tisana e un the, Silvia una cioccolata calda, che ordino anch’io ma con la panna.
Ho proprio voglia di una bella cioccolata densa come un budino con un sacco di panna…
Quando arrivano le nostre tazze fumanti, mi accorgo subito che manca la panna! Non solo ma la bevanda è tutta grumosa… che delusione…
Mi alzo e vado verso la parte del locale adibita a edicola a vedere se trovo qualche rivista interessante tra quelle di uncinetto: ci sono un sacco di modelli carini che potrei fare *_*
Valiachan alle ore
18:25
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primo sogno del 10 Novembre 2007 È il 31 Dicembre, sono in montagna con i miei. Background
Mi sto preparando per trascorrere il Capodanno insieme a Sara nella mia nuova casetta a Lantana, quando mi chiama Silvia: non vuole passare la serata con la famiglia e chiede se può venire da me, però quando le dico che non sarò a casa dei miei, esclama: “Ma io volevo dormire nella camere rossa!”
Le dico che devo avvisare Sara per sapere se le va bene il cambio di programma, ma il cellulare squilla a vuoto, così dico a Silvia di iniziare a venire dai miei.
Mia mamma mi avverte che ha deciso all’ultimo minuto di invitare i cugini tanto per combinar qualcosa…
Arriva la mezzanotte e io e Silvia siamo ancora a casa dei miei.
Vado da Cesare dicendogli “È mezzanotte! È mezzanotte!”, nella speranza che mi faccia gli auguri, invece mi risponde: “ah già, com’è tardi! Andrò a dormire…” e se ne va.
Sbalordita e delusa mi volto verso l’Anna, che mi dice: “Non farci caso è una vita che non mi fa gli auguri!”
Cerco disperatamente un maschio che mi faccia gli auguri, dribblando tutte le femmine che mi si avvicinano, ma nessuno me li fa…
Sono sempre più triste e sconfortata, quando dalla porta entra Mr.Y, con l’aspetto di Raf, indossa un camice bianco mi abbraccia di slancio facendomi perdere l’equilibrio, tanto che cadiamo su un divano.
Sono immobilizzata sotto di lui, che en approfitta per baciarmi, non mi piace per niente la sensazione che mi suscita.
Mi libero e allontano scocciata
E comunque neanche lui mi ha fatto gli auguri! T__T
Dalla parte dei miei cugini c’è questa tradizione degli auguri del sesso opposto, che se te li fanno a Capodanno poi si avrà fortuna…
Valiachan alle ore
14:11
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domenica, 07 ottobre 2007
Sto andando a cena insieme a Raf, la cosa non mi piace molto, sono davvero a disagio, anche perché il ristorante si trova al suo paese.
Passiamo a piedi davanti a delle abitazioni che sembrano residence; davanti a una di queste incontro Homar, appoggiato a un muretto, lo saluto contenta cingendogli la vita con un braccio. Gli chiedo se vuole unirsi a noi per cena, mi risponde cercando qualche scusa e guardando in direzione della sorella, io insisto ancora un po’ e alla fine accetta il mio invito.
Felice guardo Raf, che nel frattempo è diventato Mr Y: la sua espressione è rammaricata per il mio comportamento, come se non volesse altre persone con noi, mi sento un po’ colpevole ma poi guardandomi attorno vedo che ci sono anche Fabio e Silvia, quindi che male c’è ad estendere l’invito?
Al ristorante mangiamo tutti solo il primo, a me arriva un piatto di pendette allo zafferano e zucchine, non male ma un po’ troppo unto…
Vado alla cassa a pagare e poi aspetto gli altri fuori.
I ragazzi uscendo dicono “Non male per solo 16€!”
Ma come 16? Io mi ricordo benissimo di aver pagato 19.50! O mi sbaglio? Be’ comunque sono sicura di aver pagato e cinquanta perché ricordo di aver preso la monetina di resto dal piatto…
Chiedo chiarimenti e mi rispondono che bastava dire che ci mandava… (Raf forse? Non ricordo)
Be’ potevano pure dirmelo prima…
Per tornare a casa dobbiamo passare per forza sotto casa di Raf e la cosa mi turba parecchio.
Cerco di stare il più possibile vicino a Silvia e sentirmi più coraggiosa grazie al suo sostegno morale, ma proprio mentre passiamo davanti alla porta di casa sua, questa si apre rivelando Raf con le mani cariche di grossi regali impacchettati con carta natalizia.
D’istinto mi nascondo dietro la schiena di Silvia come per proteggermi o per non farmi vedere.
Raf ci chiede di aiutarlo a portare i pacchi, io vorrei andarmene, ma Silvia ha già risposto automaticamente di sì protendendo le braccia.
(Non ricordo cosa succede, ma prob sono entrata in casa di Raf)
Dopo parecchio sono al volante di un auto come la mia ma col volante a destra, affianco a me è seduto Giorgio e sul sedile posteriore Silvia con un ingombrante zaino.
È davvero molto tardi e io sono stanchissima, speravo che potesse tornare a casa coi mezzi, ma a quest’ora è impossibile, quindi girala macchina e mi dirigo verso casa sua, ma sono davvero stanca e le palpebre mi si chiudono pericolosamente.
Giorgio mi chiede se ce la faccio a guidare, ma il sonno mi impasta tanto la lingua che non riesco a rispondere con suoni che abbiano un senso compiuto.
Dietro di me sento Silvia mormorare qualcosa, capisco che sta parlando al cellulare: sta chiedendo a sua mamma se può andare a dormire da lei.
“Allora che devo fare? Giro la macchina o continuo verso casa tua?”
“Gira la macchina: dormo da mia mamma”
Uffi però non poteva deciderlo prima? Ho percorso un sacco di strada inutilmente…
Faccio inversione evitando di scontrarmi con una filovia e ritorno sui miei passi.
La città è immersa nella luce arancione diffusa dai lampioni che fa sembrare tutto senza contorni e sfumature, odio guidare con questa illuminazione: non mi fa distinguere le cose!
Valiachan alle ore
15:27
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mercoledì, 08 agosto 2007
Arrivo in una specie di scantinato o garage sotterraneo. Background
Lungo una parete ci sono parecchie persone raccolte a cerchio, mi dirigo verso di loro e vedo che sono i ragazzi del forum: Matteo e Camo stanno dando disposizioni riguardo al programma da seguire.
Vedo Kiki e Alby nella parte di cerchio opposta a me, li saluto ma loro non rispondono.
Cerco di attirare l'attenzione di Silvia vicino a me, ma è impegnata in una discussione con qualcuno e mi fa capire bruscamente che non vuol essere disturbata.
Sento Camo chiamare ad alta voce i nomi dei presenti, ne ripete più volte uno: "DarkQueen! DarkQueen! Allora Daniele?! Dove caspita sei? Rispondi o no?! Non posso perdere tempo ad aspettare te!"
Spazientita lancia il foglietto che ha in mano e va avanti a chiamare i nomi.
Raccolgo il foglio per darlo a Daniele che sta chiacchierando con qualcuno dietro di me e gli chiedo: "Ma hai cambiato nick? Il tuo non era DarkTower?"
Mentre gli consegno il foglio vedo che contiene le istruzioni per le stupidiadi di sabato.
Che strano, penso, credevo si tenessero di domenica...
A quanto pare hanno preparato un foglietto per ogni partecipante, ma hanno finito di distribuirli e io non sono stata chiamata.
"Anch'io voglio il foglietto! Non c'è anche per me?"
Matteo apre le braccia per farmi vedere che non ne hanno più, poi in risposta alla mia espressione delusa calcia verso di me con fare insofferente un foglio accartocciato.
Sembra una brutta copia, tutta scarabocchiata, bè meglio di niente...
che sogno triste...
mi sentivo proprio non voluta... ;_;
Valiachan alle ore
19:49
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sabato, 28 luglio 2007
Sono in cinezzeria a fine serata, ormai siamo rimasti solo noi nel locale, tutti in piedi in gruppetti a chiacchierare.
Fabio è seduto su uno scalino di passaggio tra le due stanze del locale di fronte a Ivan con cui sta parlando probabilmante di videogiochi.
Io non sto seguendo i loro discorsi perché intenta ad osservare un grosso scorpione che si sta avvicinando alla scarpa sinistra di Fabio.
“Fai attenzione!” dico indicandogli l’aracnide “lo sposti? Se no fa una brutta fine…”
Fabio ah una reazione che non mi aspetto: salta su in piedi esclamando “Che schifo! Ma no! Figurati se lo prendo!”
“Ma come scusa?! Basta fare attenzione alla coda!”
Nel frattempo sopraggiunge Silvia, chi meglio di lei può trattare con uno scorpione?
Ma anche lei si rifiuta di intervenire, così mi sporgo io cercando di afferrare l’esserino.
Rimango stupita nel sentire il suo corpo fragile e molliccio come quello di un paguro.
Silvia mi fa notare di avergli ferito una chela mentre lo spostavo.
Torno a guardare lo scorpione e vedo che in effetti ha la chela sinistra bloccata in una strana posizione: oh no! sta soffrendo, penso colpevole.
Fabio dice “Bisogna porre fine..”, ma io mi sono già alzata pronta a schiacciare l’animaletto, quando mi accorgo di un grosso ragno che si avvicina.
Silva mi chiede di intervenire per salvarlo, ma le rispondo “Tanto stavo già per ammazzarlo, almeno così si rende utile!”
Intanto il ragno ha gia iniziato a banchettare con il povero artropode infortunato tenendolo fermo con potenti cheliceri e riducendolo in breve in 4 pezzi prima secondo l’asse longitudinale e poi trasversale: dall’esoscheletro si vedono fuoriuscire tessuti lattiginosi…
Valiachan alle ore
10:02
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giovedì, 08 marzo 2007
Mi trovo in una città d'inverno assieme alla mamma; stiamo facendo un giro per negozi.
I marciapiedi sono ricoperti di neve che attutisce i nostri passi.
Arrivate in una piazza mi chiede di fare una commisione in un certo negozio mentre lei va in un altro, così ci separiamo.
Entro nel negozio, sembra una merceria, davanti al bancone ci sono la proprietaria, una donna sulla cinquantin mi guarda con espressione di attesa, e un'altra persona, una ragazza, forse una mia amica...
Guardo fuori dalla vetrina: si sta facendo buio e inizia a nevicare a grossi fiocchi, qualcuno sta correndo nella nostra direzione coprendosi la testa col braccio destro; entra di slancio nel negozio, il campanellino sistemato sulla porta trilla sdegnosamente, ma la nuova arrivata non sembra darsene pena, concentrata nel scrollarsi la neve dal cappotto.
Finalmente alza il capo salutando in presenti ancora scossa dai brividi di freddo.
Conosco questa ragazza scura di carnagione, con vispi occhi neri e ricci capelli corvini.
Alle mie spalle qualcuno batte un colpo con le mani.
Mi volto ritrovandomi in una sorta di vagone di treno o container a cuccette; dalla parte opposta a me, seduta in cima a un siamo rialzato c'è la Manu con indosso jeans chiari, maglia rossiccia e capelli corti all'orecchio: ci sta richiamando all'ordine in modo da poter esporre i piani per le vacanze estive in campeggio (credo...).
Mi dirigo verso il gruppo stendendomi a pancia in giù su di una rigida branda.
Davanti a me è sdraiato un ragazzo con una camicia a sottili strisce bianche e rosse: è Luca V., che volta la testa per vedere chi si è messo dietro di lui ed esclama: "oh sì! le tette della Vale come cuscino!" e si accomoda appoggiando la testa al mio petto.
La Manu riprende a parlare dell'organizzazione e poi chiede se ci sono consensi.
Tutti rispondono di sì, lei mi guarda aspettando la mia risposta: "io mi adeguo"
La Manu batte di nuovo le mani dicendo entusiasta: "bene visto che siamo tutti d'accordo possiamo andare" dopo di che salta giù dal suo "trespolo" incitandoci gestualmente a seguirla.
Ci ritroviamo sulla mia macchina, con al volante Luca, lungo una strada innevata che fiancheggia una montagna.
Il mio maggiolino verde viaggia a pieno carico e io temo che non riesca sostenere la pendenza che si fa sempre più ripida.
Nel punto più inerpicato sento il motore andare giù di giri ed esclamo: "Luca cosa fai?! Dai gas o non ripartiremo più!"
Lui vagamente divertito esegue schiacciando il pedale dell'acceleratore e l'auto si proietta oltre la salita con un balzo (alla generale lee); durante il salto l'auto si trasforma in una slitta (non so da quali animali sia trainata) e atterriamo in un sentiero innevato costeggiato da spogli rami di alberi.
Alla nostra sinistra si staglia un alto muro di pietre e guardando in su intravedo una villa tra gli alberi: "Conosco questo posto! Ma qui siamo alla villa delle streghe vicino a casa mia..."
Infatti poco più avanti vedo la curva della strada e il cancello dei cugini.
Scendendo dalla slitta avverto tutti che dobbiamo passare nel più assoluto silenzio, ma Silvia dietro di me continua a chiacchierare con Tiziana.
Sottovoce le intimo: "Silvia non dobbiamo fare rumore altrimenti Yu ci sente! Resta in silenzio finché non passiamo oltre la curva"
Dobbiamo arrivare a casa di Silvia, che si trova in cima alla salita subito dietro la curva, con tutte le cose che stiamo portando per il capodanno.
Lei da cenno di assenso e mi rivolto a guardare avanti aiutando la slitta a procedere luogo il percorso, ma quasi subito la sento esclamare a voce alta: "Certo se parliamo, Yu con il suo udito riesce a sentirci!"
Mi giro di scatto e rotenando esasperatia gli occhi le dico senza suoni: "Appunto! Vuoi stare zitta?!"
Ma ormai è tradi, vedo già Yu correre a balzi nell'erba verde del giardino e poco distante mio padre che la incita a cercare "Chi c'è là fuori?"
Silvia la chiama agitando la mano: "Yuu-uu"
Ecco ora ci ha visti e non posso certo impedirle di venire con noi, tanto più che il cancello dei cugini è aperto, così mi accovaccio aprendo le braccia per incitarla a venire da me.
Valiachan alle ore
22:12
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sabato, 27 gennaio 2007
Sogno di ieri 26 gennaio 2007 Vado a trovate Chiara. Entro in una stanza grande, forse lo è per l'assenza di mobili.
Silvia mi saluta e sento anche la voce di Chiara alla mia sinistra, mi volto e la vedo salutarmi di spalle con la mano, intenta a imbiancare una parete.
Io e Silvia usciamo a fare una passeggiata. Fuori fa freddo e c'è la neve.
Nella grande piazza sottostante è radunata un sacco di gente: qualcosa attira la loro attenzione. Avvicinandoci vedo oltre la folla di curiosi un imbonitore, come quelli del circo, che sta presentando un'attrazione: il bambino dei prodigi!
L'imbonitore è Raf e quando mi vede, mi tira davanti chiedendo dove fossi finita fino ad ora, poi indica alla sua destra (che è la mia sinistra), seguendo la direzione della sua mano vedo arrivare un bambino biondo/castano sui pattini: esegue incredibili prodezze.
Ai suoi piedi si solleva parecchia neve, mi accorgo con stupore che la piazza è un lago e noi ci troviamo sulla sua superficie ghiacciata!
Proprio in quel momento il bambino si cimenta in un attivamento su se stesso e di seguito una piroetta sempre più veloce e ai sui piedi si accumula sempre più ghiaccio grattato via dalle sue lame!
Prevedendo la sciagura dico a Raf di farlo smettere, che è troppo pericoloso! Ma lui non sembra capire la gravità della situazione finché il ghiaccio si crepa e con un sonoro schiocchio il bambino viene inghiottito dalle gelide acque lasciando tutti sconvolti a bocca aperta!
Dopo qualche secondo di inquietante silenzio seguito alle prime esclamazioni angosciate, il bambino riappare poco più avanti sotto il giaccio che riesce a rompere con le lame dei pattini ma non riesce a tirarsi fuori dall'acqua, è esausto e sembra stia per perdere i sensi!
Mi volto a guardare Silvia disperata: dobbiamo fare qualcosa per aiutarlo, ma anche lei sembra impietrita dalla situazione. La scuoto per le spalle intimandole di darmi una mano.
Mentre mi avvicino tentoni alla crepa cercando di afferrare il braccio del ragazzino, grido: "Presto! Chiamate i pompieri! Chiamate un'ambulanza!"
Intravedo Raf fissarmi con aria stolida e urlo al suo indirizzo di muoversi a chiamare i soccorsi!
Riesco a raggiungere il bambino, tirarlo fuori dall'acqua e trascinarlo in un posto sicuro con l'aiuto di Silvia che usa una grossa sciarpa di lana gialla e laerghe maglie a mo' di fune, finché non siamo fuori pericolo.
Il bambino ha perso conoscenza ed è freddo come un ghiacciolo.
"Allora quando arriva l'ambulanza?! L'avete chiamata?!"
Dobbiamo cercare di scaldare il suo corpo il più che possiamo, per cui gli friziono gli abiti addosso per riattivare la circolazione, ma avvicinando l'orecchio al suo torace mi accorgo che non c'è battito: il cuore si è fermato!
Eseguo il massaggio cardiaco mentre Silvia continua a frizionare gli abiti assiemem a qualcun altro che è giunto in aiuto.
Finalmente arrivano i soccorsi e il bambino viene portato sulla lettiga.
Dopo poco lo raggiungo: si trova in un camper seduto sul letto e mi aspetta sorridente.
Gli chiedo "Allora come si sta dopo aver scoperto di essere Gesù?"
"Non male" È la sua risposta sorridente
Backgroud
Il bambino era quello della storia infinita due

Valiachan alle ore
12:11
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sabato, 13 gennaio 2007
Sono in istituto nello studio del professore con cui ho una relazione segreta: oltre ad essere un mio docente è pure sposato, ma siamo innamorati.
Sono seduta sulle sue ginocchia e stiamo guardando assieme il monitor dell'ecografo e siamo felici. Dal corridoio di fuori giunge fermento e mi alzo e allontano appena in tempo prima che senza bussare un dottorando faccia irruzione annunciando che tutti gli altri professori sono in atrio e aspettano solo il mio per partire.
Scendiamo e usciamo assieme agli altri, una decina di persone tra cui la prof R, Giovanni, alcuni prof di clinica ostetrica e Enzo (-.-'), tutti con indosso il camice bianco.
usciti dall'istituto di clinica ostetrica, ci ritroviamo luogo la discesa che da casa mia in montagna porta in paese.
È una bella giornata primaverile: il sole tiepido ci riscalda gradevolmente.
Lui è tremendamente su di giri, mi prende la mano intrecciando le dita con le mie e portandosela alle labbra per baciarla.
Stupita e preoccupata, ma anche deliziata, gli dico: ¨Ma cosa fai?! Ci vedono tutti!¨
Ma lui non sembra curarsene: è felice e non riesce a nasconderlo.
Gli sorrido, ma voltandomi vedo gli sguardi imbarazzati di alcuni prof e la Prof R irrigidirsi per la disappntazione, aumentare l'andatura e superarci chiamando gli altri dietro di sé: Giovanni e Enzo la seguono, spostandosi alla destra della strada, oltrepassano un portoncino di legno e salgoon una scala di pietra mal messa che porta a un giiardino.
Enzo prima di sparire oltre la porta mi rivolge uno sguardo carico di disprezzo per poi voltarsi ostentatamente indispettito.
Anche Enrica passa per quel pertugio voltandosi poi sorridente verso di me incitandomi a seguirli.
Il mio Prof segue gli altri allegramente, ma arrivato all'arco del portoncino si appoggia, come trovandosi d'improvviso senza fiato, mi rivolge un dolcissimo sorriso e si accascia a terra esanime.
Sconvolta cerco di rianimarlo e chiamo aiuto disperata, ma non c'è niente da fare: è morto!
...
Indosso un abito nero e piango tutte le mie lacrime seduta su una poltrona di un salottino, in disparte; ne resto della casa c'è un viavai, e sulla soglia intravedo sua moglie e percepisco il suo sguardo penetrarmi, carico di sentimenti contrastanti di odio e compartecipazione del dolore...
Mi sto disperando con Silvia, che si trova seduta accanto a me:
"Capisci?! Non mi hanno permesso di andare al funerale! Per via del nostro rapporto! Anche se ci amavamo così tanto...!"
Ma Silvia sembra più interessata a mostrare a me e a un'altra ragazza seduta di fronte a noi il suo nuovo lettore Mp3, piuttosto che alle mie tragedie sentimentali...
Background
Il prof del sogno non esiste, di corporatura slanciata, sul metro e 80, coi capelli scuri, molto affascinante
Enzo è un dipendente dell'uni che mi detesta
Io ero decisamente più magra...
La seconda parte del sogno era davvero angosciante ;_; se poi paragonata alla prima che era tutta smoderatamente happy...
mi sono svegliata con una bruttissima sensazione di oppressione :(
Valiachan alle ore
18:34
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