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domenica, 26 ottobre 2008

Sporidiosi

sono secoli che non posto ^^'

Sogno del 26 Ottobre 2008

Vado in clinica a lavorare, ma sono terribilmente stanca: la mia spossatezza è decisamente evidente e io me ne lamento anche.
Eli spazientita mi punge un dito per fare una striscio a fresco del mio sangue e vedere che c’è che non va.
Osservo il vetrino e vedo tra i globuli rossi tanti protozoi a quattro flagelli agitarsi!
“Oh no! Lo sapevo, mi sono presa la sporidiosi!”
Quando rientro a casa, trovo Sara (quella grande) e l’Eu che si stanno preparando a uscire.
Disorientata cerco di dire quello che ho scoperto e soprattutto che sono contagiosa, ma non mi ascoltano, sono troppo impegnate nei loro preparativi.
Sara esce di casa di corsa dicendo all’Eu di sbrigarsi perché il tram è già arrivato: hanno prenotato il tram bianco delle feste che per fa il giro di Milano.
L’Eu carica di vassoi di pasticcini e pizzette imballati in carta azzurrognola la segue a ruota dopo avermi piazzato la nipotina in braccio!
Neanche la mamma mi ascolta, deve uscire anche lei...
Mentre mi guardo attorno disperata per la paura di contagiare la piccola Sara, suona il citofono: è Giorgio mi sta avvertendo che è morto un condomino perché giù c’è l’ambulanza e i paramedici stanno salendo.
Esco sul pianerottolo appena in tempo per vedere la dirimpettaia uscire coprendosi il viso con un fazzoletto per soffocare i singhiozzi; è sostenuta da un’amica che l’accompagna giù.
Dopo poco escono due paramedici con la salma di un uomo anziano, mentre un terzo li raggiunge dall’esterno spingendo la lettiga, poi tira fuori un paio di sacchi neri come quelli della spazzatura e li usa per rivestire il lettino della lettiga, chiacchierando con gli altri due…


Alla fine il mio cervello ha elaborato qualcosa che non è neanche troppo sbagliato perchè il tricomonas (il flagellato che vedevo) è un protozoo e i protozoi sporulano, quindi "sporidiosi" ci può anche stare

Valiachan alle ore 01:22
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giovedì, 06 marzo 2008

aereo low cost

sono in aeroporto con la mia famiglia, stiamo aspettando di imbarcarci.
quando chiamano il nostro volo ci dirigiamo al gate, io però rimango indietro, perchè ho paura che papà abbia dimenticato qualcosa in giro e vado a controllare.
Infatti ecco che trovo al bancone dell'accettazione il suo masupio e golf, inoltre le batterie dei cellulari sono tutte sparse in giro cerco di raccoglierli usando il golf come sacco e corro verso l'imbarco, ma non c'è più il pulmimo che porta all'aereo!
Mi metto a correre per la pista e riesco a raggiungere la scaletta prima che chiudano il portellone.
La hostess mi squadra con disappunto e mi fa sedere al mio posto, accanto a Giorgio, che mi domanda che fine avessi fatto.
L'aereo è in grande ritardo, ma all'ultimo ecco arrivare altri ritardatari, quindi non era solo colpa mia...

Valiachan alle ore 16:53
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lunedì, 04 febbraio 2008

guardare e non vedere

Sogno di venerdì 1 febbraio 2008

Sono in montagna. Devo uscire e mi sto assicurando che le portefinestre si ano chiuse.
Mi accorgo che in giardino c’è trambusto, some se parecchie persone stessero correndo.
Esco e mi dirigendo verso casa dei cugini, appena superati i cipressi vedo con la coda dell’occhio un gruppo di persone sparire dietro l’angolo della casa.
Mi avvicino chiedendo a voce alta “Chi c’è?”
Poi mi accorgo che seduta sul prato c’è Rita che mi saluta e mi dice che sono passati degli amici a salutarla, dopo poco siamo circondati da diversi ragazzi che chiacchierano e scherzano tra loro.
Chiedo a mia cugina se va tutto bene e lei mi risponde di sì con un’alzata di spalle e un accenno di sorriso vagamente triste.
Ai suoi piedi c’è un gattino bellissimo: grigio tigrato.
Mi chino per accarezzarlo: “è uno scottish fold vero?”
In quel momento un ragazzo con una T-shirt gialla ci passa vicino di corsa dirigendo si verso il cancello e incitando gli altri a seguirlo.
Rita mi chiede: “Ma l’hai visto quello che carino?”
“No, ho visto solo le suole delle sue scarpe che per poco mi prendevano in peno…”
“E ci credo! Se stai sempre a guardare gli animali, non ti accorgi di niente intorno!”

Valiachan alle ore 12:10
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lunedì, 28 gennaio 2008

Senza speranza

sogno del 27 gennaio 2008

Sono in macchina coi miei in una giornata assolata, giuda papà: stiamo percorrendo una ripida salita, che ci porterà al mare.
La discesa successiva termina con una lunga piattaforma galleggiante bianca su cui sono distese diverse persone sui loro asciugamani.
Io e la mamma ci dirigiamo verso la parte più vicina al mare, mentre papà va a parcheggiare la macchina.
Arrivate in fondo alla piattaforma incontriamo Rita che prende il sole, la mamma si sdraia affianco a lei, io invece resto in piedi ad osservare il mare e gli scogli circostanti.
Sono inquieta, c’è qualcosa che non va, il paesaggio non è come dovrebbe essere, quegli scogli sulla sinistra sono molto più alti di come dovrebbero essere…
Guardo il mare intorno agli scogli e mi accorgo che l’acqua si sta ritirando mentre all’orizzonte vedo che qualcosa si sta avvicinando sempre più: è un muro d’acqua!
Non ci posso credere!
Le persone che prendono il sole tranquille: non si sono accorte di niente!
Mi metto a urlare “Tsunami! Correte! Scappate!”
Aiuto mia madre ad alzarsi e prendere le sue cose poi incito anche mia cugina ad alzarsi.
Il resto delle persone mi guarda immobile e perplessa, qualcuno alza gli occhiali da sole e cerca di mettere a fuoco all’orizzonte.
Mentre corriamo verso la terra ferma, la piattaforma inizia a inclinarsi pericolosamente per via dell’abbassarsi del livello dell’acqua e il panico inizia a dilagare tra la gente che inizia a correre alla rinfusa quasi calpestandosi gli uni con gli altri.
Riesco a raggiungere mio padre ancora in auto e faccio salire la manna e l’Eu, poi gli dico di partire e di andare il più in alto possibile.
Io torno indietro, ho visto Francesca ancora stesa supina a prendere il sole con gli auricolari dell’ipod nelle orecchie:sembra non essersi accorta di niente!
La raggiungo e la incito a scappare, la spingo per farle raggiungere al più presto la riva mentre la piattaforma ha raggiunto ormai una pendenza insostenibile.
Cerco di portare con me il mio piumone ma inciampo e mi cade dalla piattaforma, mi sporgo per riprenderlo, ma perdo l’equilibrio e cado giù: ormai non c’è più acqua e solo l’imbottitura del piumone ripara l’impatto col fondale sabbioso.
Qualcuno si sporge per aiutarmi a risalire ma è troppo distante non riesco a raggiungere il bordo e poi è troppo pericoloso è meglio che si metta in salvo, io in qualche modo farò, o forse per me non c’è più tempo…

Valiachan alle ore 00:24
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martedì, 13 novembre 2007

Capodanno triste

primo sogno del 10 Novembre 2007

È il 31 Dicembre, sono in montagna con i miei.
Mi sto preparando per trascorrere il Capodanno insieme a Sara nella mia nuova casetta a Lantana, quando mi chiama Silvia: non vuole passare la serata con la famiglia e chiede se può venire da me, però quando le dico che non sarò a casa dei miei, esclama: “Ma io volevo dormire nella camere rossa!”
Le dico che devo avvisare Sara per sapere se le va bene il cambio di programma, ma il cellulare squilla a vuoto, così dico a Silvia di iniziare a venire dai miei.
Mia mamma mi avverte che ha deciso all’ultimo minuto di invitare i cugini tanto per combinar qualcosa…
Arriva la mezzanotte e io e Silvia siamo ancora a casa dei miei.
Vado da Cesare dicendogli “È mezzanotte! È mezzanotte!”, nella speranza che mi faccia gli auguri, invece mi risponde: “ah già, com’è tardi! Andrò a dormire…” e se ne va.
Sbalordita e delusa mi volto verso l’Anna, che  mi dice: “Non farci caso è una vita che non mi fa gli auguri!”
Cerco disperatamente un maschio che mi faccia gli auguri, dribblando tutte le femmine che mi si avvicinano, ma nessuno me li fa…
Sono sempre più triste e sconfortata, quando dalla porta entra Mr.Y, con l’aspetto di Raf, indossa un camice bianco mi abbraccia di slancio facendomi perdere l’equilibrio, tanto che cadiamo su un divano.
Sono immobilizzata sotto di lui, che en approfitta per baciarmi, non mi piace per niente la sensazione che mi suscita.
Mi libero e allontano scocciata
E comunque neanche lui mi ha fatto gli auguri! T__T

Background
Dalla parte dei miei cugini c’è questa tradizione degli auguri del sesso opposto, che se te li fanno a Capodanno poi si avrà fortuna…

Valiachan alle ore 14:11
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giovedì, 26 luglio 2007

cena con sorpresa

Pimo sogno di stanotte

Mi trovo a cena in un locale all'aperto con parenti e amici, forse per festeggiare il mio compleanno.
Di fronte a me la Daniela tiene banco coi commensali limitrofi.
L'Eu, seduta alla mia sinistra, chiede se Rita viene e Davide risponde che dovrebbe portarla l'Iginio in moto.
Proprio in quel momento lo vedo arrivare su una grossa due ruote e svoltare in una via laterale per cercare posteggio dopo aver salutato con un cenno della mano, ma non vedo nessun passeggero con lui.
Rivolta a mia sorella e il suo ragazzo dico: "Vabbè che Rita è piccolina, ma non credo proprio possa stare in uno zaino!" riferendomi al grosso zaino bianco che Iginio portava in spalla.
Davide, seduto di fronte all'Eu, si volta verso la strada esclamando: "Eccola là che arriva!"
E infatti la vedo arrivare sorridente scusandosi per il ritardo, non trovava posto per l’auto.
Ma come? eppure mi aveva detto che sarebbe rientrata dopo il 27...
"Già finita la vacanza? Hai trovato brutto tempo?" le chiedo ad alta voce, poi mi accorgo che è seguita a pochi passi dal suo ex, sgranando gli occhi mormoro a mia sorella: "Oh no! Non se lo sarà ripreso?! Dopo quel che le ha fatto!", ma in fondo se è felice così non si può fare niente...
Suppongo che ora verrà pure lui in vacanza con noi...
Ci incamminiamo assieme ad altri ragazzi luogo dei portici.
Dietro di me sento Valerio e Matteo discutere, quest'ultimo sta dicendo: "È inutile! Vedi il pajero lo danno a chi è sposato e con trent'anni di patente, mentre a noi danno la panda! Ci vogliono un sacco di punti fedeltà!"
Valerio ribatte insofferente: "Uffa ma io voglio il pajero! Che cosa me ne faccio della panda?!"
Rivolgendomi alla prima persona che mi sta vicino, chiedo: "Ma di cosa stanno parlando?"
Mi spiegano che discutono dell'auto da noleggiare per le vacanze.
Tornando a seguire i loro discorsi mi accorgo che hanno cambiato argomento, forse per via dei negozi di alimentari affianco a cui stiamo passando.
Valerio dice: "Scusate ma io devo prendere assolutamente l'HD, lo so che potrei diventare intollerante ai latticini, ma per ora chi se ne frega!" e con un gesto teatrale entra in un negozio di formaggi con un ricco bancone di alimenti stagionati, dietro cui attende il proprietario vestito di bianco, mentre in vetrina ci sono i prodotti freschi, soprattutto mozzarelle.

Valiachan alle ore 21:01
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martedì, 10 luglio 2007

incontro

sogno del 7 luglio 2007

Sto rientrando a casa in un’umida sera invernale; per far prima decido di passare per una scorciatoia attraverso dei negozi.
Dribblando tra i tavolini di un caffè, vedo la Jose prendere il te da sola vestita tutta di nero in un abito vittoriano.
Sono di fretta e sicuramente lei non mi ha vista, però non mi sembra giusto passare facendo finta di niente, così torno sui miei passi e la saluto.
Lei ricambia calorosamente, anche se sono sicura che non sappia minimamente chi io sia.
Vedo tre signore sedute ad un tavolo vicino tutte intente a ciacolare come comari, sono amiche di mia nonna, ma sembra che stiano spettegolando proprio di lei…

Valiachan alle ore 14:40
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mercoledì, 30 maggio 2007

Follia

Sogno di ieri 29 maggio 2007

Sono in montagna con la famiglia.
Fuori c’è la neve, dev’essere Natale o Capodanno perché siamo tutti indaffarati a preparare le pietanze per la cena.
Dalla finestra della cucina vedo arrivare qualcuno al cancello, esco ad aprire: è un amico che papà ha invitato a stare con noi.
Il signore si trova su una sedia a rotelle ed è infuriato nero, perché non voleva venire e poi con la neve non riesce a muoversi e rischia di scivolare.
Continuando a imprecare si dirige verso la casa dei cugini dicendo che non ha nessuna intenzione di venire da noi e preferisce andare da mio zio.
Torno in casa e avviso mio padre dell’accaduto, lui fa spallucce e dice che fa solo storie, ma poi arriverà.
Più tardi io e i genitori rientriamo in casa dal paese, ma la porta è chiusa e da dentro si sentono i miei fratelli piangere e gridare.
Aggiriamo la casa dalla parte del giardino, in cui non c'è più neve, e quando ci troviamo davanti al balcone vediamo l’uomo della sedia a rotelle che punta una pistola alla testa di mia sorella, gridando a mio padre “Lo sapevi che non ci volevo venire, invece tu non mi hai lasciato scelta! E ora sono io a non lasciarla a te!”
Così dicendo inizia a spararci addosso, liberando dalla presa l’Eu.
La mamma e il papà corrono verso la casa dei cugini, io invece cerco di passare dietro ai cipressi per entrare in casa dal retro.
L’uomo continua a sparare all’impazzata nella mia direzione, anche se per fortuna non ha per niente mira, però inciampo tra i rami e cado a terra.
in quel mentre mi accorgo che si sta alzando dalla carrozzina e dapprima con passo incerto, poi sempre più spedito, anzi sembra che stia ringiovanendo man mano che si avvicina!
Ormai è a pochi metri da me e riesco a vedere il suo sguardo folle, che pietrifica ogni mio movimento, decido così di far finta di essere stata colpita, sperando che mi creda morta.
Purtroppo non ho fatto i conti con la sua paranoia, infatti, l’uomo mi esplode contro tre colpi di pistola, per fortuna mancandomi, poi si avvicina esitante ancora un po’, mi scruta e per sicurezza mi spara di nuovo, questa volta colpendo mi sopra al seno destro.
Non so come, nonostante il dolore, riesco a stare immobile, il proiettile non sembra aver colpito organi vitali e i polmoni funzionano, avrà compromesso la mia ghiandola mammaria, ma dev’essere entrato e uscito.
Affianco a me una pozza di sangue prende forma e questo sembra sincerare l’uomo della mia dipartita, infatti si volta correndo verso la casa dei cugini.
Aspetto ancora un po’ poi mi alzo faticosamente in piedi e, tenendomi la spalla sinistra per frenare emorragia e dolore, corro alla porta del telefono: devo sapere come stanno i miei fratelli!

Valiachan alle ore 16:09
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domenica, 11 marzo 2007

Nevica?

Sono a casa in montagna, sto parlando con qualcuno, non so se genitore e fratello, che mi dice di guardare fuori dalla finestra: il cielo è plumbeo
"Oh! Sta nevicando!"
Esco in giardino alzando le braccia per prendere i fiocchi, ma quello che le mie mani raccolgono è qualcosa di impalpabile: osservano con attenzione mi rendo conto che quella che cade dal cielo non è neve, bensì cenere!
Guardando oltre gli alberi e vedo un cupo nuvolone scuro espandersi nella nostra direzione; seguendone la direzione di origine a ritroso vedo che non è altro che il pennacchio che si espande dalla cime del vulcano!
Torno in casa allarmata: "E' un'eruzione!"
Ci muoviamo per scappare, ma dietro di noi lungo la strada vedo già arrivare la colata lavica: come faremo a salvarci?

Valiachan alle ore 23:31
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giovedì, 19 ottobre 2006

Punizioni e corse

Sogno di ieri 18 ottobre 2006

Sono in casa in montagna, sono arrabbiata con Andrea, il mio pappagallo, per qualcosa che ha fatto; vado verso il telefono e aprendo entrambe le mani faccio entrare l'animale in una gabbietta che poi isso su per il camino.
Mio fratello mi chiede cosa stia facendo e io gli rispondo che devo punirlo, così si darà una calmata, lui protesta un po' ma io non sento ragioni.
Dopo un po' sento un tuono e mi vengono i sensi di colpa, così tiro giù la gabbia, ma non c'è più nessuno dentro!
Chiamo mio fratello per sapere se l'ha liberato lui, ma non mi risponde, inoltre squilla il telefono; rispondo e una profonda voce maschile mi dice di raggiungerlo al cancello, non lo riconosco subito ma poi capisco che si tratta di mio cugino Marco.
Ancora preoccupata per Andrea (speriamo che non sia scappato) esco in giardino e vedo che al cancellino della rampa ci sono tre persone: Marco, Rosanna e Emilio credo.
Mi salutano e Marco mi dice qualcosa di importante, ma io sono concentrata sui miei pensieri: "ma com'è che i due fratelli hanno voci così diverse? dipenderà dalla differenza di età o dal tipo di alimentazione?"
Intanto sopraggiunge la mamma in auto che accosta davanti al primo cancellino e mi dice di preparare i bagagli che dobbiamo partire.
Le rispondo che è tutto pronto ma è meglio che vada lei in casa a contollare mentre io giro la macchina, così lei entra e io metto in moto l'auto, ma invece di salire per raggiungere lo spiazzo oltre la curva, mi dirigo verso l'incrocio per fare manovra in retromarcia, purtroppo però proprio in quel momento arriva un furgoncino con grossi fiori rosa disegnati su sfondo celeste pastello (tipo wolksvagen anni settata).
Alla giuda c'è un mediorentale, è molto agitato e mi chiede dove sia l'ospedale.
Vado che la vettura è carica di persone e c'è una donna che ha le doglie: grida e si aggrappa a un'altra donna che la soregge.
Cerco di pensare come spiegare la strada in modo semplice ma è un percorso molto complesso e dopo un po' dico di seguirmi che li porterò a destinazione...
Partiamo, e viste le condizioni della donna, decido di andare un po'  veloce in modo da arrivare al più presto, ma dopo breve mi accorgo che il furgone resta sempre più in dietro perchè non va oltre il 50km/h, così rallento.
Arriviamo a un grosso incrocio e rimangoun po' perplessa: ma da quand'è che c'è una superstrada qui?! e ora da cheparte vado?! >_<

Background
Andrea era una maina e non un pappagallo...

Valiachan alle ore 01:07
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