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scriverò i nomi delle persone che appaiono nei miei sogni spero che i diretti interessati non se la prendano

sogni
è tutto quello che c'è...
sono dei frammenti di me

¤ Odi.et.Amo ¤

odio chi non lascia commenti amo chi interpreta i miei sogni

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mercoledì, 17 ottobre 2007

Dentista folle

Sono dal dentista, ancora mi chiedo perché mi ritrovi di nuovo seduta su quella maledetta sedia reclinata! Il dottore dice gioviale: "Allora come va? È tanto che non ci vediamo. Vediamo un po’ come siamo messi"
Tremante come una foglia lo fisso con occhi dilatati dalla paura: sono in trappola!
Fa il suo ingresso il secondo dentista, dal ciuffo bianco e saluta.
Rispondo al saluto e il primo ne approfitta per infilarmi una siringa in bocca e somministrarmi l'anestetico fulmineamente. Il nervo mi brucia terribilmente tanto da farmi raggomitolare sulla poltrona coprendomi il volto con i pugni. Il dottore mi chiede di rimettermi in posizione perché deve controllare 14 probabili focolai di carie.
In quel momento sopraggiunge mio fratello che accomodandosi su una sedia, toglie sciarpa e cappello dicendo: "Bene allora ce l'hai fatta a prendere l'appuntamento anche per me!" Ecco! Non ero io a dover essere visitata!
L'Eu mi aveva chiesto di prendere l'appuntamento x lei e poi anche Giorgio, io non c'entravo niente
Ma il dentista dice che ormai ci siamo e quindi è il caso di continuare.
Gli faccio presente che poi non avrà più tempo per mio fratello, ma lui risponde: "Non ti preoccupare, farò solo dei carotaggi dai molari per vedere in che condizioni sono, è roba da poco!"
"Cosa vuole fare?! Non ho nessuna intenzione di farmi trapanare i denti!"
"Ma dai che non sentirai niente con l'anestesia!"
Il trapano è già in funzione emettendo il suo terribile sibilo di tortura.
I miei denti iniziano a fare male da impazzire prima ancora che lo strumento li sfiori, in particolare il premolare inferiore sinistro: il dolore è tale che non riesco a trattenere le lacrime.
Il medico suggerisce di devitalizzarlo, ma l'altro gli rammenta che è già stato fatto.
“Infatti e continua a farmi male!”
Non voglio subire ulteriori torture, così cerco di sfuggire alla sorveglianza dei due uomini ma senza successo.
Il dottore più giovane mi dice che ho ancora un conto da saldare e mi mostra un foglio con varie righe scritte e una cifra che spicca a metà pagina: 69.
Il dottore la indica dicendo che sono gli euro che ancora gli devo dall'ultima prestazione.
Attonita cerco di spiegargli che ho già pagato, ma lui è irremovibile.
Allora salto giù dalla sedia e vado alla scrivania a parlare con il capo (quello che mi voleva trapanare i denti) spiegandogli la situazione e cercando di fargli ricordare che quel conto era già stato saldato...

Valiachan alle ore 19:29
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mercoledì, 10 ottobre 2007

Lutti

Sono insieme a Vera, probabilmente è sera.
Stiamo aspettando delle persone per andare a cena e nel frattempo chiacchieriamo, anche perché è tanto che non ci vediamo.
Le chiedo informazioni sulla July e rimango sbalordita nell’apprendere che è morta!
Vera mi racconta che il suo ragazzo ha abbandonato il corpo esanime della ragazza sullo zerbino di casa sua, ha suonato il campanello nel cuore della notte per poi dileguarsi senza neanche aspettare che lei avesse il tempo di aprire la porta.
Dopo un momento di smarrimento le chiedo come stanno Anthony e Franca e se verranno coi re figli, ma Vera mi guarda mesta dicendo che il piccolo non ce l’ha fatta, non è sopravvissuto al settimo mese, aveva una troppi problemi di salute…
Non so più cosa dire… sembra che ogni volta che apro la bocca faccia danno…

che sogno angosciate...

Valiachan alle ore 22:07
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scenata

sogno del 9 ottobre 2007

Sono in montagna è una bella giornata di sole e da noi c’è tanta gente, forse stiamo dando una festa.
A un certo punto mio padre chiama tutti a raccolta in sala e spiega orgoglioso come ha intenzione di modificare la casa in moda da ricavare dalla stanza un appartamento per Eu e Davide.
Vengo colta da un impeto di rabbia perché non voglio che la casa venga stravolta e soprattutto perché ha deciso tutto senza informarci, ma certo è ovvio che per mia sorella sia sempre tutto concesso perché lei è l’unica che merita il suo orgoglio perché è una donna realizzata.
Gli vomito addosso tutta la mia frustrazione per non essere la figlia che avrebbe voluto, poi mi sento terribilmente ingiusta e la vergogna mi assale schiacciandomi come un macigno assieme agli sguardi di biasimo di chi ha assistito alla mia scenata…

Valiachan alle ore 21:17
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domenica, 07 ottobre 2007

cena e rientro

Sto andando a cena insieme a Raf, la cosa non mi piace molto, sono davvero a disagio, anche perché il ristorante si trova al suo paese.
Passiamo a piedi davanti a delle abitazioni che sembrano residence; davanti a una di queste incontro Homar, appoggiato a un muretto, lo saluto contenta cingendogli la vita con un braccio. Gli chiedo se vuole unirsi a noi per cena, mi risponde cercando qualche scusa e guardando in direzione della sorella, io insisto ancora un po’ e alla fine accetta il mio invito.
Felice guardo Raf, che nel frattempo è diventato Mr Y: la sua espressione è rammaricata per il mio comportamento, come se non volesse altre persone con noi, mi sento un po’ colpevole ma poi guardandomi attorno vedo che ci sono anche Fabio e Silvia, quindi che male c’è ad estendere l’invito?
Al ristorante mangiamo tutti solo il primo, a me arriva un piatto di pendette allo zafferano e zucchine, non male ma un po’ troppo unto…
Vado alla cassa a pagare e poi aspetto gli altri fuori.
I ragazzi uscendo dicono “Non male per solo 16€!”
Ma come 16? Io mi ricordo benissimo di aver pagato 19.50! O mi sbaglio? Be’ comunque sono sicura di aver pagato e cinquanta perché ricordo di aver preso la monetina di resto dal piatto…
Chiedo chiarimenti e mi rispondono che bastava dire che ci mandava… (Raf forse? Non ricordo)
Be’ potevano pure dirmelo prima…
Per tornare a casa dobbiamo passare per forza sotto casa di Raf e la cosa mi turba parecchio.
Cerco di stare il più possibile vicino a Silvia e sentirmi più coraggiosa grazie al suo sostegno morale, ma proprio mentre passiamo davanti alla porta di casa sua, questa si apre rivelando Raf con le mani cariche di grossi regali impacchettati con carta natalizia.
D’istinto mi nascondo dietro la schiena di Silvia come per proteggermi o per non farmi vedere.
Raf ci chiede di aiutarlo a portare i pacchi, io vorrei andarmene, ma Silvia ha già risposto automaticamente di sì protendendo le braccia.
(Non ricordo cosa succede, ma prob sono entrata in casa di Raf)
Dopo parecchio sono al volante di un auto come la mia ma col volante a destra, affianco a me è seduto Giorgio e sul sedile posteriore Silvia con un ingombrante zaino.
È davvero molto tardi e io sono stanchissima, speravo che potesse tornare a casa coi mezzi, ma a quest’ora è impossibile, quindi girala macchina e mi dirigo verso casa sua, ma sono davvero stanca e le palpebre mi si chiudono pericolosamente.
Giorgio mi chiede se ce la faccio a guidare, ma il sonno mi impasta tanto la lingua che non riesco a rispondere con suoni che abbiano un senso compiuto.
Dietro di me sento Silvia mormorare qualcosa, capisco che sta parlando al cellulare: sta chiedendo a sua mamma se può andare a dormire da lei.
 “Allora che devo fare? Giro la macchina o continuo verso casa tua?”
“Gira la macchina: dormo da mia mamma”
Uffi però non poteva deciderlo prima? Ho percorso un sacco di strada inutilmente…
Faccio inversione evitando di scontrarmi con una filovia e ritorno sui miei passi.
La città è immersa nella luce arancione diffusa dai lampioni che fa sembrare tutto senza contorni e sfumature, odio guidare con questa illuminazione: non mi fa distinguere le cose!

Valiachan alle ore 15:27
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