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¤ AVVERTENZE ¤
scriverò i nomi delle persone che
appaiono nei miei sogni
spero che i diretti interessati
non se la prendano
|
sogni
è tutto quello che c'è...
sono dei frammenti di me
¤ Odi.et.Amo ¤
odio chi non lascia commenti amo chi interpreta i miei sogni
¤ Sostengo che ¤
Le mie idee sono solo mie e comunque qui si parla solo di sogni
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venerdì, 29 giugno 2007
Sono Kassandra(*), mi sono appena trasferita a Hogwarts, sotto le spoglie di un ragazzina di tredici anni. Background (*) Kassandra è un personaggio che avevo inventato tempo fa una sorta di sacerdotessa guerriera appartenente a una famiglia di demoni il cui compito era quello di assolvere il volere del Fato.
Sto seguendo la lezione di Difesa contro le arti oscure: Lupin ci sta spiegando come affrontare il molliccio.
È il mio turno di affrontarlo, mi chiedo in cosa mai si possa trasformare, quale sarà la mia grande paura?
Eccolo, si sta manifestando con le sembianze di… mio fratello Kratos, che mi rovescia addosso un’infinità di rimproveri sul mio tradimento verso la nostra famiglia per seguire i miei desideri personali.
Dapprima sono terrorizzata, completamente spiazzata non so come replicare e vorrei diventare piccola piccola.
Lupin mi esorta a contrastarlo: “Non lasciarti ingannare! Usa la magia!”
Raccolgo tutto il mio coraggio e colpisco Kratos-molliccio in pieno petto con un potente “Diffindo!”, scaraventandolo dall’altra parte della stanza, dove finisce ricoperto da numerosi scatoloni polverosi.
Tutta la classe rimane sbalordita a bocca aperte, mentre Lupin mi dice: “Dovresti usare l’incantesimo specifico…”
Cavoli ero così agitata che ho detto il primo incantesimo che mi è venuto in mente!
Mentre il molliccio si rialza lo colpisco con un Riddikulus e lo rinchiudo nel baule.
Lupin batte le mani e dice che possiamo passare al compito successivo per cui dobbiamo dividerci in coppie.
Chi posso scegliere? È inutile guardare le ragazze, so che non gradiscono la mia presenza.
Vorrei stare in coppia con Seamus (Finnigan), Ma guardano tra i miei compagni vedo che Neville è rimasto solo, vado verso di lui ho comunque bisogno di qualcuno per aggiornarmi in Erbologia, se non sbaglio lui è il migliore in quella materia e poi è anche lui un personaggio importante…
A fine lezione il professore incarica me e Hermione di portare il baule nei sotterranei, Harry e Ron decidono di accompagnarci.
Quando arriviamo in fondo alle scale che portano verso l’aula di pozioni qualcosa ci aggredisce sbattendoci a terra!
Ron è rimasto schiacciato sotto al baule, semisvenuto… gli presto soccorso, assicurando mi anche che la chiusura del baule sia a posto, per fortuna il lucchetto ha tenuto.
Nel frattempo un mago coperto da un lungo mantello nero ci attacca lanciando incantesimi che scaturiscono saettando dalla bacchetta.
Harry e Hermione rispondono all’attacco e riescono a rinchiuderlo nella stanza facendo leva sulla porta.
Hermione dice che dobbiamo liberare Piton che ha visto svenuto a terra nell’aula.
Le rispondo: “Ragiona! Una volta che lo avremo liberato e riprenderà conoscenza come minimo sarebbe pronto a giurare che siamo stati noi a aggredirlo e poi ci siamo inventati la storia del mago sconosciuto…”
“Hai ragione allora che possiamo fare?”
“Dobbiamo avvertire Silente!”
Già ma non riusciremo a resistere finché uno di noi lo raggiunga e lo porti qui… devo teletrasportare qualcuno di noi, ma chi? Harry e Hermione non si possono spostare, quindi devo affidarmi a Ron che si è appena ripreso e ancora confuso mi chiede cosa sia successo.
Prendendogli il viso tra le mani cerco di farlo concentrare sul nostro problema: “Ora Ron devi pensare intensamente a Silente, quando ti troverai da lui dovrai dirgli cosa sta succedendo qui e farci raggiungere il più presto possibile! Capito? Qualunque cosa succeda devi pensare solo a Silente!”
Ron annuisce con occhi sbarrati, mentre io punto indice e medio sulla mia fronte e lo bacio sulle labbra: il ragazzo scompare all’istante.
<em>Ecco ora mi odia pure Hermione…</em> penso sentendo il grido lanciato dalla ragazza.
Nel frattempo Ron si ritrova nella vasca da bagno di Silente immerso in un mare di schiuma, che gli brucia gli occhi.
Il preside è evidentemente alterato per questa inopportuna intrusione, ma lascia comunque modo allo studente di spiegare quel che è successo.
Pochi minuti dopo ron grida dall’alto della scale “Stiamo arrivano, Silente è qui!”
mi volto e vado il ragazzo e il preside scender di corsa gli scalini.
Silente ci fa cenno di lasciare la porta e scansarci mentre alza il braccio pronto a lanciare un incantesimo…
Però non credevo di essere così ferrata in materia potteriana ^^' sarà per via del videogioco ^^'
A un certo punto aveva tradito la sua natura per amore di un uomo, attirando su di sé le ire del Fato suo padre e diventando preda dei suoi stressi fratelli.
Aveva molte prerogative tra cui quella di assimilare e trasferire conoscenze e energie tramite il bacio, mutare l’aspetto e dominare gli elementi.
Un personaggio complesso che non sono mai riuscita a delineare completamente…
Valiachan alle ore
17:34
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Sogno di ieri 28 giugno 2007 Sono in montagna, l’Eu ha organizzato una festa con i suoi amici del liceo e io le sto dando una mano.
In giardino dalla parte dei vicini i ragazzi hanno sistemato una lunga tavolata con panche di legno e ci chiedono se devono ancora fare qualcosa, io e l’Eu stiamo trafficando in cucina e iniziamo a passare i vassoi con le varie pietanze, ma mia sorella è molto nervosa, ce l’ha con me per qualcosa che non ho fatto.
Il campanello suona: fuori dal cancello c’è qualcuno che deve entrare.
Esco per aprire ma in quel momento mi accorgo che sopra casa dei cugini si sono addensate parecchie nubi che si fanno sempre più minacciosamente scure… che strano eppure da noi c’è ancora il sole e il cielo blu…
Neanche il tempo di finire il pensiero e mi rendo conto che sta per scatenarsi una tromba d’aria!
Dobbiamo subito far entrare tutti in casa, prima che ci raggiunga!
L’aria si è fatta gelida e ventosa e un’oscurità plumbea ci attornia.
Qualcuno bussa alla porta: è Erminia che entra di corsa portando in braccio una bimba di pochi anni.
L’aiuto a togliere l’ingombrante giaccone di dosso e sorrido alla bimba cercando di distrarla dalla situazione rischiosa in cui versiamo. È davvero una bella bimba vestita con un golfino rosa e pantaloni di vellutino colo vinaccia, ma ha un’espressione imbronciata, quasi sull’orlo delle lacrime…
Valiachan alle ore
17:27
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martedì, 26 giugno 2007
Secondo sogno di stanotte È sera, mi trovo sui navigli, in fila con degli amici per entrare in un locale.
È già parecchio che aspettiamo e comincio a essere stanca, mi fanno male le gambe.
Davanti a me c’è Mr. Y che mi dice di non lasciare buchi nella fila, se non si inseriscono altri e mi fa segno di avvicinarmi, ma io mi guardo indietro, dove c’è un ragazzo che mi fissa da un po’.
Indossa un maglietta gialla con una banda nera sulle spalle, credo che sia con noi, ho cercato di evitarlo tutto il tempo, ma ora non ce la faccio più, mi avvicino a lui, lo cingo con il braccio sinistro e appoggio il destro e la guancia sinistra al suo petto.
È un ragazzo un po’ robusto, abbraccevole, mi piace sentire la sua morbidosità sotto il mio abbraccio.
Alzo il viso verso di lui che mi sorride e ci baciamo, non mi importa più d niente, anche se ora è arrivato il nostro turno di entrare nel locale.
Dentro c’è uno spettacolo di comici che si accaniscono con l’ospita della serata, Christian De Sica, facendogli degli scherzi volgari e umilianti.
Ma in che razza di posto siamo capitati?!
Valiachan alle ore
16:37
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Sono le 6.30 di domenica mattina, sono sconvolta dalla stanchezza, ma devo andare a recuperare i cani della veterinaria in clinica. … qui devo essermi svegliata, credo per lo shock ^^’ Passata qualche ora torno in clinica, suono il citofono ed entro in sala d’attesa ma mi trovo in un androne.
Con la testa dolorante e confusa arrivo in clinica verso le 7, la struttura è ancora chiusa, ma vedo che in ambulatorio c’è Beppe, si vede che il turno di notte non è ancora finito.
Busso alla sua portafinestra, mi fa segno di entrare stando seduto alla scrivania davanti al pc.
Mi saluta chiedendo cosa ci faccio lì così di buonora.
“devo portare a fare il giretto Pimpi e Winnie, sai quando li porta Tiziana?”
“Tiziana arriverà verso mezzogiorno”
“Come a mezzogiorno?! E io che faccio?”
“Forse ti conviene riposarti un po’, hai una faccia sbattuta da far paura”, dice indicandomi la branda alle sue spalle.
In effetti l’idea di stendermi a schiacciare un sonnellino non mi dispiace affatto.
Mi avvicino a Beppe per ringraziarlo con un bacio sulla guancia, ma sono così stanca che mi devo sedere sulla sedia vicino a lui, stando fronte a fronte.
Dopo poco lui butta indietro la testa con il volto un sorriso compiaciuto e mi accorgo di avere la mano nei suoi pantaloni O___O
poi ho ripreso il sogno…
Sulla mia destra c’è una porta aperta con una donna sulla soglia che sembra aspettarmi: mi rivolge qualche parola concitata consegnando mi una brossure e sospingendomi verso un corridoio “la stanno aspettando tutti!”
A metà corridoio finalmente riesco a far capire alla donna che si dev’essere confusa, che non sono io quella che sta aspettando.
“Oh mi scusi, mi scusi, siccome aveva citofonato, credevo dovesse venire da noi per il congresso… ma forse avrei dovuto capirlo dal suo abbigliamento”
Dicendo questo mi riaccompagna alla porta e dopo essersi ripresa la brossure si gira sui suoi passi, lasciando chiudere le porte scorrevoli a un centimetro dal mio naso!
Guardandomi, m rendo conto di non indossare i pantaloni O_O
Vado alla porta alla mia sinistra, quella della clinica, e busso.
Viene ad aprire Beppe, imbarazza, ma neanche tanto, gli dico: “scusa oggi sono proprio sfasata, guarda come sono ridotta! Mi sa che dovrai prestarmi un paio di pantaloni del camice”
Valiachan alle ore
16:10
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domenica, 24 giugno 2007
Sogno di ieri 23 giugno 2007 Vado a trovare Enrica in Australia. We're off to see the Wizard.
Viene a prendermi in aeroporto portando in braccio una bimba sui sei mesi, tutta bella paciocca e dai profondi occhi blu.
“Ecco questa è Martina”, mi dice Enrica felice e orgogliosa della sua bambina.
Passeggiamo sotto dei larghi portici, chiacchierando.
Nonostante sia pieno maggio fa freddo e nevica: lì è inverno infatti.
A un certo punto mi sento chiamare e voltandomi vedo Valerio venirmi incontro salutandomi con un braccio: indossa un completo marroncino chiaro, forse di velluto, con un cappello a falda stretta in tinta, mi ricorda molto Tsutomu di Gokinjo Monogatari.
Sono molto sorpresa di trovarlo lì!
Ci abbracciamo calorosamente, scambiandoci un paio di baci sulle labbra tra un “tesoro!” e un “come mai qui?!”
Mi dice di dover sostenere un colloquio di lavoro presso una ditta che costruisce mattoni gialli.
Come quelli del mago di Oz?
“Precisamente! Solo non so se sono solo dorati o proprio d’oro…”
“E allora che aspettiamo? Come diceva la canzone? We're going to see the Wizard? A no era We're off to see the Wizard!”
Prendendo entrambi i miei amici a braccetto ci allontaniamo saltellando come nel film e cantando la canzone:
The Wonderful Wizard of Ooooz...

dai racconti della mia amica mi è capitato spesso di pensare che l'australia sia un'altro mondo...
Valiachan alle ore
13:23
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giovedì, 21 giugno 2007
Secondo sogno di stanotte Sono in camera sul letto con Ste, io sono sdraiata supina, mentre lui è inginocchiato sul materasso rivolto verso di me. Background
Lui è in boxer e sta ridendo imbarazzato.
A un tratto sento uno scricchiolio e guardando in alto alla mia sinistra vedo il fondo dell’armadio cedere facendo barcollare tutta la struttura! I rumori continuano fino alla libreria e dopo poco vedo che il legno compensato rompersi in schegge.
Non so come riesco a alzarmi prima che il mobile crolli sul letto, Ste non è altrettanto rapido e rimane schiacciato sotto.
“Ste, tutto bene?”
“Sì, ma che cazzo!”
“Ce la fai a spingere la libreria? Possibilmente in modo che non crollino tutti i fumetti?”
il titolo è una citazione da otaku ;-P
Valiachan alle ore
16:11
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Background
Indosso un succinto e aderente abito nero, il mio fisico è decisamente diverso: sono magra e truccata, molto simile a Valentina di Crepax.
Mi trovo in fondo a una stanza lunga e stretta poco illuminata.
Sono rivolta verso il muro, dietro di me c’è un ragazzo: mi accarezza voglioso tutto il corpo.
Le sue mani scivolano in basso lungo i miei finachi, risalgono soffermandosi ad ispezionare i seni imponenti, per poi riprendere la loro corsa lungo le braccia, fino a stringere con forza i polsi, costringendomi ad alzare e appoggiare le mani al muro.
Con foga mi prende da dietro: lo sento muoversi in me con brama animalesca.
Alla fine del rumoroso amplesso percepisco sul mio collo madido di sudore il suo respiro farsi sempre più vicno.
La sua bocca si avvicina al mio orecchio destro mordicchiandolo con delicata passione .
Sorrido. Nessun suono, se non quello del suo affanno, ad indicare il nostro reciproco appagamento…
ahhh gli ormoni...
Valiachan alle ore
16:10
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mercoledì, 20 giugno 2007
Entro in clinica e trovo la sala d’aspetto modificata: è più larga e al centro si trova un grande tavolo a “U” larga con la funzione di reception.
Ci sono anche molti nuovi turnisti che non conosco, anche se loro sembrano sapere chi sono.
Lele esce dalla sala ecografia e mi saluta sorridente: “Ciao! Allora visto che novità?”
Dopo poco passa Kiumars, che mi saluta a sua volta.
Mi siedo vicino al computer e osservo l’ambiente. Quando passa l’Eli le dico: “Be’ tenetemi presente per fare la receptionist!”
Una ragazza mi si avvicina dicendo che dobbiamo organizzare qualcosa, poi arriva Beppe e riprende il discorso: trasformeremo il tavolo in un bancone e per la sera siamo a posto.
Mi accorgo di trovarmi in una specie di locale/pub. Al bancone ci sono molte ragazze, tra cui Tiziana, che stanno preparando preparando stuzzichini per l’inaugurazione.
A poco a poco iniziano ad arrivare gli ospiti e io mi occupo dei soprabiti riponendoli in un vecchio armadio.
Voltandomi vedo entrare Matteo, che saluta un po’ tutti e si dirige verso una stanza addetta al personale.
“Amore mio! Come puoi non salutarmi in modo così plateale?!”
“Aspetta un attimo! Fammi almeno togliere il cappotto che sto morendo di caldo!”
In effetti indossa un giaccone e la sciarpa decisamente inadatti a questo periodo.
Dopo poco torna sfoggiando la sua felpa rossa e viene ad abbracciarmi come si deve.
Soddisfatta vado a sedermi al bancone assieme a tutti gli altri.
Una ragazza si improvvisa barman: “Allora, succo di pera per tutti?”
Nessuno obbietta e la ragazza distribuisce a tutti dei bicchieri contenenti un liquidi incolore, poi passa la confezione di succo di pera in modo che ognuno se lo aversi a piacere.
Quando arriva il mio turno mi rivolgo alla ragazza chiedendo: “Cosa devo fare?”
“Se vuoi puoi aggiungere anche questo” e mi passa una bottiglia contente un liquore ambrato.
I tre liquidi restano separati in strati, così li mescolo per omogeneizzare il drink, dopo di che lo assaggio cauta aspettandomi un sapore forte, invece sento solo il dolce del succo di frutta e lo.
Una ragazza che mi siede affianco, credo sia Kiki, mi chiede “Com’è?”
Le rispondo: “È leggero”
Lei lo assaggia e con espressione disgustata poggia sul tavolo il bicchiere spingendolo verso di me.
Senza pensarci troppo svuoto tutto d’un fiato il mio per poi far seguire la stessa sorte al suo
“Alla salute!” esclamano in coro gli altri ridendo.
Valiachan alle ore
15:50
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Sogno del 18 Giugno 2007 È una sera d’inverno, mi trovo a Roma su un tram con i ragazzi del forum.
Stiamo cercando di raggiungere la stazione per tornare a casa, ma la neve impedisce lo scorrere del traffico e si fa sempre più tardi.
Vado a chiedere all’autista che problemi ci sono e lui mi risponde che i binari sono ghiacciati.
Tornando al mio posto per informare gli altri sento Tiziana lamentarsi con qualcuno delle miei scelte, come se il fatto di trovarci bloccati sul tram dipendesse da me!
Ma io che c’entro?
Amareggiata vado a sedermi davanti in modo da poter vedere la strada che bisogna ancora percorrere.
A un certo punto passiamo sotto a un ponte della ferrovia molto scuro, non c’è illuminazione e il tranviere procede lentamente.
Appena tornati alla fioca luce dei lampioni vediamo lungo tutta la strada bidoni contenti fuochi per scaldare gruppetti di zingare: è un’immagine di desolante povertà e squallore…
Poco più avanti una macchina abbandonata di traverso sulle rotaie obbliga il nostro mezzo a fermarsi.
Scendo assieme a Tiziana, Winnie e un’altra ragazza per provare a spostare l’auto, ma c’è troppo ghiaccio che la fissa al suolo.
Dopo un po’ qualcosa si blocca e Tiziana esclama “Finalmente! Torniamo sul tram, su!”.
Alzo la testa e noto che manca qualcuno: “Dov’è Marta?”.
Tiziana mi risponde insofferente indicandomi la direzione in cui si è allontanata.
Vado a cercarla e la trovo in un giardinetto accucciata vicino a una panchina intenta ad accarezzare un coniglio grigio.
“Marta che cosa fai? Dobbiamo andare!”
“Guarda Valia! Non è un amore?! E guarda questo poi!”
Mentre pronuncia quelle parole alza la mano sinistra in direzione di un cavallo baio che si sporge al di là della panchina. Marta sembra intenzionata ad accarezzargli il muso, ma l’animale d’improvviso spalanca la bocca mostrando i denti e cercando di morderla con ferocia.
Urlo piena d’angoscia “Attenta!”, con l’effetto di disorientare il cavallo, mentre Marta sembra non essersi accorta di niente, anzi si volta a guardare alle sue spalle verso la strada dove si è appena fermata una macchina. Si alza di scatto illuminandosi con un sorriso e corre in direzione dell’auto, per poi salire dalla parte del passeggero.
Le corro dietro e quando sono a pochi metri dalla berlina scura, la vedo scendere e venirmi incontro tutta felice agitando la mano che impugna il cellulare.
“È lui! Il mio ex! Vuole tornare con me! Guarda mi ha mandato pure un sms!”
Non so che dirle… questa rivelazione mi coglie del tutto di sorpresa! E poi c'è qualcosa di inquietante in quel ragazzo...
“Non mi credi?! Ti faccio leggere il messaggio! Aspetta che lo cerco!”
Mentre lei armeggia col menù del cellulare, Tiziana in lontananza ci chiama spazientita: “Allora?! Ci diamo una mossa o no?!”
Valiachan alle ore
15:49
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domenica, 17 giugno 2007
Sogno del 15 giugno 2007 Sto percorrendo in auto una stradina di campagna, immersa nel sole e nel silenzio. Background
Alla mia sinistra scorre una staccionata a pali di legno scuro riarso dal tempo, che delimita un esteso campo di spighe dorate che ondeggiano sotto una leggera brezza pomeridiana.
È davvero una bella giornata e io guido tranquilla ammirando il paesaggio.
Vedo un ragazzo in bicicletta venirmi incontro, mi si affianca dalutando mi con un gesto e facendomi segno di seguirlo per poi ripartire velocemente secondo il mio senso di marcia.
Poco più avanti svolta a sinistra, inerpicandosi agilmente lungo il sentiero in salita che costeggia il campo di grano, per poi fermarsi ad aspettarmi a metà percorso dove la strada è più larga.
Lo raggiungo sporgendomi sorridente dal finestrino per salutarlo, sul si china per baciarmi sulle guance, ma io all’ultimo lo tiro per il pizzetto verso di me per baciarlo sulle labbra, un bacio semplice e tenero che mi fa venire la pelle d’oca e sentire magnificamente.
Il tempo sembra fermarsi e quell’attimo diventare infinito, finché lui si stacca sorridendo imbarazzato, dicendo: “Cavoli mi hai fregato…”
a quanto pare il mio subconscio ha proprio voglia di innamorarmi...
Valiachan alle ore
21:30
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