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scriverò i nomi delle persone che appaiono nei miei sogni spero che i diretti interessati non se la prendano

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giovedì, 31 maggio 2007

esami

Devo tornare al liceo per sostenere una prova di abilitazione, per confermare il mio livello culturale.
Le prova da sostenere sono tre: il primo giorno “lettura e comprensione”, il secondo “tema” e il terzo “matematica”.
il secondo giorno anche mia sorella deve sostenere una prova, però di grafica.
L’accompagno dove deve presentarsi, perché non vuole andarci da sola, poi si mette a chiacchierare con una professoressa, mentre io fremo perché devo raggiungere la mia aula e non ricordo in  quale corridoio devo andare, né come si chiama la prof che mi deve esaminare.
Visto che mia sorella non sembra preoccuparsi di me, la saluto sbrigativamente e corro via cercando di ricordarmi la strada.
Lungo il percorso incontro una professoressa che il giorno prima faceva da supervisore assieme all’altra e le chiedo se si ricorda di me e se sa in che aula devo andare per l’esame.
Lei mi risponde ironica “Sono lesbica, non mi ricordo le facce di voi ragazzi”
Io penso “Ma che c’entra? Anch’io non sono fisionomista, ma no sono lesbica…”
Poi le chiedo se sappia dove si trovi la professoressa che ha sempre la faccia arrabbiata, quella dai capelli brizzolati a caschetto lungo.
Mentre parlo mi chiedo “Ma che cavolo di descrizione sto dando!? Di un professore per di più… e poi pure questa ha i capelli ingrigiti e mal curati” -.-‘
La prof sghignazza e mi fa cenno di seguirla.
Ma la strada che percorriamo, non mi sembra proprio quella del giorno prima e poi è da un sacco che stiamo camminando e non arriviamo da nessuna parte… è tardissimo non mi ammetteranno mai all’esame…
Ma poi perché devo fare quest’esame? Insomma ho una cultura da “chi vuol esser milionario?” e allora?!

Valiachan alle ore 11:22
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mercoledì, 30 maggio 2007

Betty

Mia mamma arriva a cara con una sorpresa per me: mi hanno comprato un elefantino!
È una femmina, si chiama Elisabetta ed è alta circa un metro.
Subito mi si affeziona e vuol stare sempre con me, anche la notte, infatti mi ritrovo a dormire nel letto con Yu, Max, Ninja e lei che è tenerissima, ma mi preoccupa il fatto che lo vorrà continuare a fare anche da grande!
“Eli, vabbè ora che pesi 30 chili, ma quando sarai 25 tonnellate come facciamo?!”
Poi penso che non è carino che la chiami come la mia veterinaria, forse è meglio Betty, ma poi ricorda Ugly Betty… Betsie? No non mi piace, vada per Betty.
La piccola è davvero dolcissima e la notte dorme affianco al mio letto tenendomi la mano con la proboscide.
La porto con me a spasso al guinzaglio assieme ai cani e lei sembra divertirsi, anche se sono sempre preoccupata per quando sarà grande… come faremo?
Un giorno la porto in clinica per presentarla ai veterinari.
“Guardate chi c’è?!”
Tutti restano shockati a bocca aperta per lo stupore.
Ripresasi, l’Eli mi dice “Ma cosa ci fai con un elefante?! E poi noi non sappiamo come gestirlo!”
“Ma non lo so… credo che avrà bisogno di un po’ di manicure…”

Background
Questo sogno mi ha fatto venire in mente una cnazone dei tempi dell'asilo "Volevo un gatto nero" che a un certo punto dice:
Ma i patti erano chiari:
un elefante a te
e tu dovevi dare
un gatto nero a me!

Valiachan alle ore 16:23
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Follia

Sogno di ieri 29 maggio 2007

Sono in montagna con la famiglia.
Fuori c’è la neve, dev’essere Natale o Capodanno perché siamo tutti indaffarati a preparare le pietanze per la cena.
Dalla finestra della cucina vedo arrivare qualcuno al cancello, esco ad aprire: è un amico che papà ha invitato a stare con noi.
Il signore si trova su una sedia a rotelle ed è infuriato nero, perché non voleva venire e poi con la neve non riesce a muoversi e rischia di scivolare.
Continuando a imprecare si dirige verso la casa dei cugini dicendo che non ha nessuna intenzione di venire da noi e preferisce andare da mio zio.
Torno in casa e avviso mio padre dell’accaduto, lui fa spallucce e dice che fa solo storie, ma poi arriverà.
Più tardi io e i genitori rientriamo in casa dal paese, ma la porta è chiusa e da dentro si sentono i miei fratelli piangere e gridare.
Aggiriamo la casa dalla parte del giardino, in cui non c'è più neve, e quando ci troviamo davanti al balcone vediamo l’uomo della sedia a rotelle che punta una pistola alla testa di mia sorella, gridando a mio padre “Lo sapevi che non ci volevo venire, invece tu non mi hai lasciato scelta! E ora sono io a non lasciarla a te!”
Così dicendo inizia a spararci addosso, liberando dalla presa l’Eu.
La mamma e il papà corrono verso la casa dei cugini, io invece cerco di passare dietro ai cipressi per entrare in casa dal retro.
L’uomo continua a sparare all’impazzata nella mia direzione, anche se per fortuna non ha per niente mira, però inciampo tra i rami e cado a terra.
in quel mentre mi accorgo che si sta alzando dalla carrozzina e dapprima con passo incerto, poi sempre più spedito, anzi sembra che stia ringiovanendo man mano che si avvicina!
Ormai è a pochi metri da me e riesco a vedere il suo sguardo folle, che pietrifica ogni mio movimento, decido così di far finta di essere stata colpita, sperando che mi creda morta.
Purtroppo non ho fatto i conti con la sua paranoia, infatti, l’uomo mi esplode contro tre colpi di pistola, per fortuna mancandomi, poi si avvicina esitante ancora un po’, mi scruta e per sicurezza mi spara di nuovo, questa volta colpendo mi sopra al seno destro.
Non so come, nonostante il dolore, riesco a stare immobile, il proiettile non sembra aver colpito organi vitali e i polmoni funzionano, avrà compromesso la mia ghiandola mammaria, ma dev’essere entrato e uscito.
Affianco a me una pozza di sangue prende forma e questo sembra sincerare l’uomo della mia dipartita, infatti si volta correndo verso la casa dei cugini.
Aspetto ancora un po’ poi mi alzo faticosamente in piedi e, tenendomi la spalla sinistra per frenare emorragia e dolore, corro alla porta del telefono: devo sapere come stanno i miei fratelli!

Valiachan alle ore 16:09
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Che casino

sogno del 25 maggio 2007

Entro di corsa in un multisala, sono in ritardo e la partita Milan-Liverpool sta per cominciare!
Apro senza fiato la porta della sala, ma non c’è nessuno dentro… devo aver sbagliato…
Mentre cerco la sala giusta mi domando come mai debba andare a vedere una partita di calcio, e poi il Milan non aveva già giocato?
Entro in un’altra sala, la luce è già spenta e i miei occhi faticano un po’ ad abituarsi.
Mi accorgo che dalle prime file qualcuno mi sta chiamando agitando le mani: sono Tiziana e Matteo, con loro ci sono altri del forum, in pratica solo loro occupano le prime tre file.
Mi fanno segno indicando di avermi tenuto il posto dall’altro lato rispetto a dove mi trovo.
Per non passar loro davanti, decido di fare il giro lungo dall’alto, poi vedo che ci sono un po’ di file libere così tagli per quella via e raggiungo gli altri.
Tiziana mi saluta e passa i popcorn allegra.
Finita la partita andiamo tutti da me in  montagna, così evitiamo i casini per i festeggiamenti.
La mattina vedo dei libri cadere dal piano alto della libreria, cerco di rimetterli a posto ma non ci riesco: c’è qualcosa che li ostacola… spingo con più forza e sento uno squittio.
Allarmata salgo su una sedia per vedere di che si tratta, infilo la mano nel vano tra i libri e ne tiro fuori dei topini appena nati, sono morti!
“Oh no! Li ho schiacciati! Ma quanti sono?!”
Continuo a estrarre cadaverini e mi accorgo che sono di età differenti.
Con la coda dell’occhio vedo qualcosa muoversi dietro lo scaffale: sono due ratti nudi.
Ne afferro uno, è davvero strano, sembra un ratto, ma ha la faccia da talpa…
L’animale si divincola e mi sfugge di mano cadendo al suolo, solo allora mi accorgo che in bocca trasportava in bocca un cucciolo, che si spiaccica impietosamente al suolo.
“Oh no! Che cosa ho fatto?!”
Scendo dalla sedia, ma non c’è niente da fare, il piccolo è andato.
L’atro genitore cerca di fuggire con un altro piccolo, ma in preda al panico fa cadere anche l’ultimo superstite, che segua a sorte del fratellino. ;_;
Affranta, prendo i due adulti e li porto in clinica.
Al mio rientro è già pomeriggio, gli altri dove saranno? Non vedo l’ora di far vedere a Matteo cosa ho portato dalla clinica!
Dalla borsa di jeans estraggo delicatamente un palletta piena di aculei bianchi: si tratta di un riccio albino.
Con l’animale sul palmo vado in giardino in cerca di Matteo, sento la sua voce che sovrasta il chiacchiericcio generale eppure fuori non c’è nessuno…
Niente non ci sono da nessuna parte, cerco di capire da dove provengano i suoni e alzando la tesa vedo Matteo di schiena seduto alla finestra della camera dei miei fratelli: ecco dive sono!
Rientro in casa e chiamo i ragazzi: “Indovinate cosa ho trovato?!”
Quando arrivano, c’è un’esplosione di gridolini di stupore.
I più curiosi, tra cui Kiki, cercano di toccare gli aculei.
Matteo mi chiede se si tratta di un riccio albino, gli rispondo di sì anche se non ho visto ancora la faccia, perché sta sempre appallottolato.
Arriva l’ora della pappa, prendo una scatola rettangolare di gelato in cui è sistemato il pastone che devo dargli da mangiare, probabilmente l’odore del cibo risvegli l’animaletto che tira fuori la testa.
“Oh! Non è albino! Ha gli occhi neri! Già, poi avrei dovuto capirlo subito visto che il naso non era rosa…”
Con una siringa da insulina inizio a imboccarlo e lui mangia con appetito.
cercando di prendere altra pappa mi accorgo che c’è qualcosa che si muove nella scatola: sono insetti!
Non ho mischiato bene il pastone e così gli insetti sono rimasti tutti sul fondo!
prendo un centopiedi e lo faccio dondolare davanti al naso del riccio finchè questo decide di mangiarselo.
Poi torno a guardare nella scatola per veder che altro posso dargli.
“Oh, hanno messo pure l’esoscheletro di locusta! Magari Matteo nono ne ha mai viste, ‘spetta che lo chiamo” penso posando l’insetto sul tavolo, ma subito mi accorgo che qualcosa si muove: da un’apertura lungo la schiena inizia a uscire una locusta viva a vegeta!
“Che fosse una crisalide?”
Ma non ho tempo da perdere,mentre prendo l’insetto prima che spicchi il volo, una grossa mantide religiosa esce dalla scatola del gelato!
Afferro anche quella, seppur con un po’ di timore “E se mi morde?”
È davvero grande, sembra quasi un insetto foglia, e mi fissa con lucidi occhietti inespressivi.
“E ora che faccio?”

Valiachan alle ore 15:32
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mercoledì, 23 maggio 2007

Zoofilia

Sono Buffy, mi trovo all’inaugurazione di una piscina olimpionica presieduta da Tiziana, l’Imperatrice del mondo, e dal suo consorte Kong, un gorilla parlante.
Quando mi notano tra la folla, mi invitano a sedere affianco al re come ospite d’onore, che mi dice di essere la sua preferita.
Sotto la tribuna col palco reale continuano a sfilare persone bardate da paggi portando stendardi , la cerimonia sembra dover durare ancora a lungo.
Mentre il re è distratto, dico a Tiziana che torno subito: devo andare assolutamente in bagno!
Appena entrata nella toilette, sento del trambusto alle mie spalle e il gorilla entra infuriato, scardinando la porta.
“Perché te ne sei andata?!”, mi tuona addosso, “Ti avevo avvertita che sei la mia preferita!”
Indietreggiando preoccupata cerco di giustificarmi: “Ma dovevo andare in bagno! Sarei tornata subito!”
Kong sembra calmarsi un po’, si avvicina annusandomi poi mi spinge dentro a uno dei gabinetti e chiude la porta: vuole vedere mentre espleto i miei bisogni imbarazzata, ma lo stimolo è impellente…
Il gorilla inizia a toccarmi la schiena con un dito, poi mi prende per i fianchi.
Qualcuno entra in bagno, ma torna subito sui suoi passi dopo aver visto vibrare la porta del gabinetto e soprattutto sentito i suoni selvaggi provenienti da questo.
Entro di corsa in casa di Xander (la cantina) trascinando il gorilla privo di sensi; dietro di me c’è anche Angel.
Tra i singhiozzi disperati cerco di spiegare cos’è successo.
Xander esclama sbalordito: “Voi stavate… TU stavi.. facendo “cose” con… King Kong?! Cos’è? Sei insaziabile?! Non potevi sceglierti qualcos’altro come giocattolo sessuale invece che un.. GORILLA?!?!?!”
“Xander lascia perdere, non è questo il problema! Il fatto è che, nella foga del momento, io… l’ho MORSO!”
“Tu mi stai dicendo che ti sei fatta un gorilla che tra poco sarà un vampiro?!” esclama Xander quasi senza fiato.
“Tu non capisci! Io lo amo! Povero…  l’ho privato per sempre della luce del giorno”
“Non credo che questo sia il nostro problema principale…” ribatte Xander allarmato mentre il gorilla inizia a riprendersi…

Valiachan alle ore 23:03
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La casa nel bosco

Sogno del 21 maggio 2007

Vicino a un bosco c’è una casetta di legno con una piccola veranda, a vederla sembra poco più di una catapecchia o un rifugio per cacciatori…
Una macchina si ferma davanti all’ingresso e da questa scendo no cinque persone: una famiglia (padre, madre, figlia adolescente e figlio) e un agente immobiliare.
Quest’ultimo chiede al capofamiglia se la casa sia di suo gradimento.
L’uomo risponde entusiasta di sì, che sarà il luogo perfetto per la loro vacanza.
L’agente immobiliare con il sorriso stampato sulle labbra gli consegna le chiavi e riparte con l’auto.
Mentre le donne portano in casa i sacchetti di carta con i viveri, l’uomo osserva soddisfatto il tramonto appoggiato alla veranda.
La sera dalla casa si sentono provenire urla di terrore e colpi di arma da fuoco.
All’alba del mattino seguente sulla veranda si vedono i tre corpi senza vita dei genitori e della primogenita, impiccati uno affianco all’altro: i loro cadaveri impietosamente seviziati dondolano sinistri nella brezza mattutina, sotto lo sguardo folle del figlio che tiene stretto tra le braccia un fucile.
In lontananza lungo una strada sterrata attraverso il bosco si vede un’auto avvicinarsi.
Il conducente è un ranger con la divisa color cachi.
Giunto presso l’abitazione, scende di corsa dalla macchina, sconvolto dalla scena che gli si presenta, tanto da notare il superstite solo in un secondo momento.
Il bambino sembra sotto shock e non si riprende neanche quando il ranger inginocchiatosi lo scuote per le spalle chiedendo a voce alta: “Santo cielo! Cos’è successo?! Non possiamo stare qui! Devo portarti al sicuro!”
Prende il bambino in braccio, lo carica in auto sul sedile posteriore e parte velocemente ripercorrendo la strada da cui era giunto.
Cerco di gridare: “No non farlo! È lui l’assassino! Ti ucciderà!”
Ma è inutile, non può sentirmi perché io non sono lì: è come se assistessi alla scena attraverso lo schermo di un televisore.
Il campo si stringe sul lunotto posteriore della vettura, dove il ragazzino si volta sorridendo con ghigno maligno, non lasciando presagire nulla di buono…
La macchina di allontana alzando un polverone bianco dietro di sé e diventando sempre più piccola mentre la visuale si sposta dall’alto.

Valiachan alle ore 21:47
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martedì, 22 maggio 2007

Ospite a sorpresa

Sogno del 16 Maggio 2007

Sono in montagna assieme a un po’ di gente del forum.
Ci troviamo sala: alcuni sono stravaccati sui divani, Matteo e Tiziana sono seduti al tavolo e spettegolano, mentre io sto andando in cucina.
Michele mi segue chiedendo se ho bisogno di aiuto, gli rispondo che non ce n’è bisogno.
Proprio in quel momento suona il campanello.
Aprendo la porta mi trovo davanti Nino, in giacca e cravatta, magro e con la barba lunga:
Appena entrato tutti si alzano per salutarlo piacevolmente sorpresi, ma lui agitando il braccio destro a vanti a sé esclama insofferente: “Non ditemi niente! Non chiedetemi niente! E soprattutto non fatemi domande sui manga!”
Senza salutare nessuno si dirige in fondo alla sala verso la vetrata parlando a ruota libera del suo lavoro.
Restiamo tutti stupiti per il suo comportamento e io cerco di dire “Nino, ma guarda che stai facendo tutto tu da solo!”, ma non mi permette di parlare, non sempre dar retta a nessuno, così lo lascio ai suoi sproloqui ed esco in giardino.
Sento dei colpi sordi venire dalla parte dei vicini e mi avvicino dove  la siepe è più diradata per vedere cosa li provochi: è Luca che a torso nudo taglia dei ciocchi di legna con un’ascia.
Mia mamma comparsa al mio fianco gli chiede chi sia la bambina dal vestito bianco e rosso che gli gironzola attorno: è sua figlia di tre anni.
Penso “Ah già è si è sposato anche lui, ormai si sposano tutti…”

Valiachan alle ore 20:59
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mercoledì, 16 maggio 2007

Assedio

Sogno di ieri 15 maggio 2007

Dobbiamo nasconderci! Trovare un posto sicuro dove non ci trovino! Come possiamo fare? In casa non ci sono porte!
Mio padre insiste per rinchiuderci nel corridoio tra casa e l’allevamento: da una parte c’è la porta blindata e dall’altra il solido portoncino che si può chiudere a più mandate, bisogna solo togliere la chiave e nessuno potrà entrare.
Una volta nel corridoio espongo i miei dubbi riguardo la sua scelta: è vero che dalle porte non possono passare, ma tetto sì! Eccome! Non c’è niente che protegga i lucernari…
Papà ritiene che il tetto sia troppo ripido perché provino a passare da quella parte.
Non troppo convinta mi guardo attorno nervosa; i cani gironzolano avanti e indietro e Max esplora una catasta di oggetti vicino a una zona col pavimento bagnato.
Papà inizia a lamentarsi del disordine e a spostare alcuni scatoloni facendo rumore.
Gli dico di smetterla altrimenti ci sentiranno!
Lui si arrabbia perché dice che gli do sempre addosso, ma proprio in quel momento il portoncino viene percosso violentemente e vedo tre dita grigiastre insinuarsi nella fessura tra il pavimento e le ante.
Presa dal panico, afferro un mestolo di legno e (come quelli per la polenta) e colpisco le dita aliene che subito si ritirano accompagnate da un sibilo iroso.
Passa un po’ di tempo e tutto sembra calmo fuori…. Per qualche motivo devo uscire.
Tesissima apro il portoncino, sento miagolare Ninja fuori dalla porta d’ingresso: sarà una trappola? Ma non posso rischiare di lasciarla fuori sul pianerottolo…
L’Eu mi copre le spalle mentre apro la porta.
Sul pianerottolo c’è effettivamente il mio gatto che ci guarda sornione dimenando la coda.
Esco e la recupero, ma subito mi accorgo che qualcuno sta salendo le scale: sono due bimbette cinesi sui cinque anni, indossano lo stesso completino blu e un nastro giallo tra i capelli.
La prima che arriva sul pianerottolo ci guarda sorridendo graziosa.
L’Eu esclama “Che carina!”
Io le accarezzo la testa dai soffici capelli corvini, sono gemelle.
Passo Ninja all’Eu e le chiedo in cambio la chitarra che ha lì vicino.
Sorrido con le labbra serrate alla bambina, afferro lo strumento per la cassa e, usandolo come una mazza da golf, la colpisco violentemente al volto, che subito inizia a sciogliersi in una poltiglia ribollente.
Mia sorella grida sconvolta, prima per il mio comportamento, poi per quello che succede all’essere.
“Erano troppo simili, identiche in modo impossibile!”
Subito dirigo il mio attacco verso la seconda bambina, ma ormai ho perso l’effetto sorpresa e sono costretta a colpirla più volte.
I colpi costringono l’essere a rivelare la sua vera forma: un piccolo alieno alto una quarantina di centimetri dalla pelle grigiastra, grandi occhi neri e maligni e denti aguzzi.
Un terzo mostriciattolo sta salendo rapidamente a quattro zampe le scale.
Dico all’Eu di rientrare, sollevo con un piede la poltiglia informe del primo alieno e la scaglio contro il terzo colpendolo in pieno visto, la cui pelle inizia subito a sciogliersi (evidentemente il loro sangue è acido).
L’alieno lancia un grido misto di dolore e rabbia, mentre io nel frattempo riesco a richiudermi la porta dietro le spalle…

Background
non so perchè ma prima di addormentarmi sono sicura di aver pensato al film Signs ^^'

Valiachan alle ore 22:11
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domenica, 13 maggio 2007

a teatro

Vado con i miei genitori e un’amica a vedere uno spettacolo in un teatro tenda.
Arriviamo tardissimo e lo spettacolo sta per cominciare, la cassiera mi da sbrigativa i biglietti dicendomi di pagare alla maschera che troviamo dentro in platea.
Coi quattro biglietti in mano entro in sala, ci sono dei posti e i miei fanno per sedersi, ma io vedo che l’addetto a cui dovrei dare i soldi è vicino al palco, mi incammino in quella direzione.
Arrivata davanti all’uomo gli mostro i biglietti: due sono grandi e vistosi, mentre gli altri due sono piccoli rettangoli anonimi della siae.
Pago con una banconota di grosso taglio e controllando il resto mi accorgo che è troppo: ho pagato la metà, forse non si è accorto dei biglietti più piccoli.
Nel frattempo la maschera si è allontanata e io rimango pensierosa chiedendomi se devo fargli presente l’errore oppure fare finta di niente…
Lo spettacolo inizia e noi ci troviamo ai piedi del palco che è formato da una scalinata a larghi scalini, non sapendo che fare ci sediamo sull’ultimo scalino, mentre da destra qualcuno entra in scena, dalla voce riconosco subito lo showman: è Jerry Scotti!
Ma come?! Non eravamo venuti a vedere uno spettacolo di Beppe Grillo?! Credevo si trattasse di un monologo…
Ma ecco che al centro della scena in cima alla scalinata seduto su un trono bianco compare Beppe Grillo e i due iniziano uno scambio di battute al vetriolo.
Affianco a me alla mia destra c’è una ragazza (non so se è la stessa persona che è venuta con noi) che sta cercando di tenere a bada senza successo una bambina neonata dalla grossa testa calva.
L’infante urla e strepita infastidendo tutti, mi avvicino e spingendola un paio di volte con l’indice le urlo sottovoce “Allora?! ‘zzo vuoi?!”
La bambina resta ammutolita e smette di fare i capricci, anzi dopo un po’ si mette  sorridere e sembra calmarsi, ma subito decide di invadere gattonando il palco in direzione degli attori.
Allungandomi riesco a recuperarla prima che ostacoli lo spettacolo e la tengo in braccio donodolandomi per farla calmare.

Valiachan alle ore 11:50
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mercoledì, 09 maggio 2007

Contrabbando

Sto camminando nel sottopasso della metropolitana con Chiara.
Mi sta dicendo di aver trovato un cineforum dove proiettano "Letters from Iwo Jima" e mi chiede di andare con lei.
Ci fermiamo davanti a una rampa di scale poco illuminata, ma fuori si vede la luce del sole.
Le rispondo di averlo già visto, che è un bel film anche se si piange un sacco e non mi sembra proprio il caso in questo momento...
Lei è un po' dispiaciuta, ma concorda con me e mi saluta salendo in fretta le scale per non arrivare tardi.
Faccio dietrofront ed esco da un'altra parte ritrovandomi in un giardinetto con la ghiaia bianca lungo i vialetti.
Passeggio al telefono con Enrica: mi chiede di spedirle dei vasetti di un particolare omogeneizzato che da lei non si trova.
"Ma non si può! C'è l'embargo in Australia! Non si può inviare cibo..."
"Ma sì dai basta che non lo trovino!"
"Ma cosa dici?!"
"Guada ti faccio vedere"
Ora Enrica è affianco a me con un grosso volume in mano, lo apre mostrandomi un vano ricavato tagliando le pagine interne.
"Vedi? Li sistemi qui dentro e poi mi mandi il libro!"
"Sì ma magari avranno dei cani addestrati a rilevare queste cose... facciamo una prova..."
Mi avvicino col libro in mano a un pastore tedesco che gironzola lì intorno, subito questo si interessa all'oggetto annusandolo insistentemente.
"Visto? Figurati che fa un cane addestrato!"
"Uffa però..." esclama lei delusa.

Valiachan alle ore 20:52
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