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¤ AVVERTENZE ¤
scriverò i nomi delle persone che
appaiono nei miei sogni
spero che i diretti interessati
non se la prendano
|
sogni
è tutto quello che c'è...
sono dei frammenti di me
¤ Odi.et.Amo ¤
odio chi non lascia commenti amo chi interpreta i miei sogni
¤ Sostengo che ¤
Le mie idee sono solo mie e comunque qui si parla solo di sogni
¤ Parla con me ¤
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venerdì, 31 marzo 2006
La famiglia robinson è naufragata da poco tempo sull'isola.
Padre, madre e figlio minore sono sulla spiaggia, mentre Flo sta correndo sul promontorio per accendere il falò in caso di avvistamento di navi. Dalla spiaggia guardando in sù si vede il filo di fumo del fuoco sempre acceso e propndo all'uso; gli sguardi che si scambiano i genitori sono affranti e disillusi.
Flo scruta il mare speranzosa, a un tratto si alza in piedi aguzzando la vista: c'è qualcosa che galleggia a pochi metri dalla riva sottostante!
"Franz! E' Franz!" girda euforica, mentre si precipita a rotta di collo dai genitore per annunciare l'avvistamento del fratello maggiore che credeeva perso per sempre durante il naufragio!
I genitori si precipitano in mare e recuperano il figlio aggrappato a una tavola di legno, lo portano fuori dall'acqua, è semicosciente, nella mano destra stringe una bottiglia di vino e dalle frasi sconnesse che mormora sembra ubriaco...
Ora io sono Flo.
Prendo la bottiglia e ne annuso il contenuto pensierosa (è possibile che l'acqua non sia entrata?): non sento odore di vino, se anche ci fosse si è mischiato all'acqua di mare!
Il padre vedendo che mi sono avvivinata il collo della bottiglia al viso, me la toglie di mano dicendo "te la volevi bere tu?" e portandosela alla bocca.
Sorpresa dalla reazione improvvisa non faccio in tempo ad avvertirlo che il vino si è guastato prima che ne tracanni un gran sorso... Non gli farà certo bene... Speriamo che non se la prenda con me...
nel frattempo i membri della famiglia Robinson si sono trasformati in quelli della mia famiglia e anch'io ho il mio solito aspetto.
La mamma dice che è ora di andare che si è fatto tardi; ci voltiamo tutti in direzione della foresta che pian piano si trasforma nella piazza di un mercato con tante bancarelle. Io e mia sorella osserviamo la merce esposta: una con materiale da cartoleria attira la mia attenzione, osservo le agendine confrontandole con la mia che ho tirato fuori dalla borsetta. Ne cerco una che sia piccola, settimanale ma con più spazio per scrivere... e nessuna sembra andare bene... apro la mia agendina e vedo che nel riquadro di giovedì 30 c'è scritto qualcosa, ma non si legge bene perchè la scritta è pasticciata con la matita, allora mi volto e cerco sulla bancarella una gomma per cancellare: ce n'è giusto una già usata che a quanto pare serve come campione di prova per i clienti. La prendo e cancello gli scarabocchi in modo da leggere "ore 10 dentista" allora penso che dovevo averlo cancellato perchè l'appuntamento è saltato.
Faccio per mettere giù la gomma quando mi accorgo che non è quella che avevo preso! Questa ha una forma bizzarra come di una spatolina con manico è il contorno della parte allargata di colore giallo, nentre la parte centrale è bianca, avendola usata per cancellare è rimasta integra solo a metà. Mentre osservo stupita l'oggetto chiedendomi come mi sia arrivato in mano, da dietro la bancarella un signora mi guarda male, io le dico "non si preoccupi, visto che l'ho usata glila compro", ma lei mi dice che devo rivolgemi ai ragazzi della bancarella successiva perchè non è roba sua e poi borbotta che comunque non vendono pezzi singoli.
mi sposto più avanti raggingendo il posto indicatomi: è una piccola bancarella composta da un tavolino sormontato da un'impalcatura di metallo a cui sono appesi lacci e dorsette credo.
Mi rivolgo ai due ragazzi spiegando che ho usato per errore quel loro oggetto e che quindi lo devo comprere. I due si scambiano una sguardo d'intesa divertiti e mi dicono che devo comprare il set completo di 5 pezzi.
Chiedendomi cosa me ne farò di quelle inutili gomme che si consumano subito, rassegnata chiedo quanto costano. Mi dicono un prezzo che non capisco, intanto ho già tirato fuori il portafogli; mentre controlo quanti soldi ho (ho molti pezzi da 50.000 lire ma su alcuni ci sono delle fitte scritte e prima di darli via voglio leggerle, per cui li metto da parte) chiedo ancora quanto sia il prezzo. Mi dicono 100, io con due pezzi da 50.000 in mano esclamo "100 cosa?!"
Con una smorfia divertita il ragazzo di fronte a me dice "100.000 lire così" e mi prende i soldi dalle mani prima che abbia il tempo di ribattere!
Allibita, resto per un attimo a bocca aperta, poi dico "ma stiamo scherzando?! restituitemi subito i soldi!"
Mi dicono di non avere il resto ora e di tornare la settimana prossima, rispondo che questo è il mio ultimo giorno di villeggiatura a Clusone e che quindi mi devono ridare i soldi "se no chiamo l'associazione per i diritti del consumatore!"
Con una strafottente sufficienza i due si guardano trattenendo a stento le risate, poi quello che mi aveva preso i soldi mi mette in mano il resto, i soldi sono piegati così che vedo solo la banconota da 50.000 che copre le altre, mi scoccia mettermi a contare i soldi davanti a loro allora guardo di lato mentre li metto via quante altre banconote ci sono, sicuramente alcune da 10.000 e forse anche 5.000...
Torno a rivolgermi ai due venditori ambulanti chiedendo "allora si può sapere quanto costavano?!" e mi rispondono "200"
Esaspertata ribatto "200 cosa?! lire? l'uno?" intanto penso che se sono 200lire l'uno allora alla fina devo aver pagato millelire...
Sono molto innervosita dal loro comportamento, ma vengo distratta da uno degli oggetti che pende dalla bancasrella affianco: si tratta di una borsetta la cui cingha a tracolla è unita al pezzo centralle da delle maglie a catenella di una foggia strana: invece di essere tonde o ovali sono a forma di margherita!
Intravedo mia sorella nella folla e le corro dietro dicendole che ho trovato la borse che cercava, ma le voltandosi mi dice "Ma guarda che l'ho già trovata! Non ricordi che l'abbiamo presa insieme qualche tempo fa? anche se non aveva le maglie giuste ma queste" e mi mosta la borsetta che porta sottoil braccio che ha le maglie della catenella a forma di conchiglia e prosegue "Vedi anche se non hanno la stessa forma si intonano abbastanza con la spallina della mia canottiera" noto che questa ha una catenella a forma di corolla di fiore...
Valiachan alle ore
11:28
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mercoledì, 22 marzo 2006
E' il 24 dicembre, io e la mia famiglia abitiamo in una villetta con giardino, il tempo atmosferico non è decisamente quello invernale, infatti l'erba del giardino è ancora verde e la temperatura è gradevole.
Io i miei fratelli e la mamma siamo in cucina, indaffarati a preparare la cena.
A un tratto la mamma dice che le manca qualcosa e deve andare a prenderla, ci dice di non aprire il frigorifero e di aspettarla che torna subito ed esce.
Io e i miei fratelli ci avviciniamo al frigorifero sentiamo degli scricchiolii provenire dall'interno e ci guardiamo perplessi, cosa facciamo? lo apriamo o no? dopo un po' di esitazione uno di noi lo apre quel tanto per tirare fuori una manciata di lucette e richiude subito l'anta.
Le lucette sono delle spie di allarme composte da un piccolo cono sormontato da un pulsante colorato che si illumina lampeggiando, in teoria dovevano essere posizionate in giardino, ma la mamma diveva che non funzionavano.
Sergio ne prende uno e dice che non servono per il giardino ma devono essere portate dalle persrone: sono una specie di ricetrasmittente e ne distribuisce una ad ognuno di noi per metterci in contatto in caso di pericolo.
dopo un po' di tempo, siamo sparpagliati in parti diverse della casa, le nostre lucette inziano a lampeggiare e ci precipitiamo tutti in cucina. Sergio dice "visto che funzionano? arriva qualcuno!"
Andiamo in sala da pranzo e vediamo che è appena arrivata la Vera, indossa uno spolverino grigio chiaro e ha l'ombrello con sè, ci saluta e noi le corriamo in contro; l'Eu l'abbraccia forte e tutti noi le diciamo quanto ci sia mancata! Lei ci chiede come va e che novità abbiamo da raccontarle...
Valiachan alle ore
10:08
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domenica, 19 marzo 2006
Primo sogno del 18 marzo
E' estate e sono in montagna, sto prendendo il sole sdraiata su una tavola di legno.
L'Eu mi chiama dal giardino, mi sporgo e vedo che sono a parecchie decine di metri d'altezza da suolo, in cima a una specie di ponteggio. L'Eu mi saluta agitando la mano destra mentre con la sinistra tiene in braccio Yu facendo in modo che guardi verso di me. Poi la lascia giù e lei corre abbaiando verso la base della struttura su cui mi trovo. Richiamato dai suoi latrati arriva anche Max abbaiando e insieme iniziano a salire la lunga scala a pioli fino a raggiungermi con una rapidità tale da lasciarmi sbalordita e preoccupata: non sono conformati per questo tipo di movimenti, come diamine hanno fatto?!
Mentre i cani si rendono conto di essere ad un altezza notevole e iniziano ad agitarsi "aggrappandosi" a me, grido giù a mia sorella "perchè li hai lasciati andare?! e ora come faccio a farli scenere? non posso portarli insieme e neanche lasciarne su uno da solo! vieni su ad aiutarmi!"
Lei mi raggiunge salendo la scaletta sull'altro lato rispetto a quello utilizzato dai cani e poi, restando coi piedi sugli scalini e spogendo solo col busto oltre la tavola, mi dice "e adesso cose facciamo?"
Le spiego che scenderemo ognuna da un lato portando un cane, dobbiamo fare attenzione perchè potrebbero agitarsi e li possiamo tenere con una sola mano mentre con l'altra scendiamo reggendoci ai pioli...
L'Eu vuole legare Max al guinzaglio e poi metterselo a tracolla in modo da avere entrambe le mani libere, ma le faccio notare che la loro pettorina si sfila facilmente e Max rischierebbe di sfracellarsi al suolo, non sembra convinta ma alla fine scendiamo senza problemi.
Una volta a terra lei mi fa vedere come avrebbe voluto scendere posizionando Max come una borsa tascapane, ma io le faccio una dimostrazione pratica di quel che succede tenendo con la pettorina Yu in verticale: le si sfila rapidamente, facendola tornare a terra con tutt'e quatto le zampe...
Valiachan alle ore
16:38
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secondo sogno del 18 Marzo 2006
Vado a lavorare come babysitter/ragazza alla pari a casa di una famiglia con due bambini: un maschio di circa 8 anni e una femmina di 5, i genitori sono giovani, sui 35 anni credo. La madre è una donna dall'aspetto sportivo, indossa jeans e maglietta bianca a maniche lunghe, capelli lunghi biondi, sembra una persona simpatica. Mi spiega quel che devo fare, che alla fine si limita a stare dietro ai ragazzi, ma mentre parla del figlio ha uno strano sguardo, non riesco a capire se sia triste, rassegnata op reoccupata... Mi rivela che a volte dice cose cose strane che mettono a disagnio gli adulti... Incotro il Bambino in corridoio, mi gurada timoroso e mi dice di non uscire perchè è pericoloso, gli chiedo se ha visto qualcosa che lo ha tormato ma non mi risponde e mi fissa con occhi sbarrati dal terrore, allora gli dico che andrò a prendere sua sorella in giardino e poi faremo un gioco in casa. Lui sembra calmarsi e vedo la tensione allentarsi sui moscoli del volto e delle mani che stringevano spasmodicamente in quadernetto nero. Esco in giardino e vedo che la bambina sta giocando tranquilla, ma mentre mi avvicino scorgo in avvicinamento un uomo enormemente grasso e probabilmente ubriaco. Un brivido mi percorre la schiena e dico alla bambina di tornare subito a casa le si volta verso di me e si incammina ubbidiente, ma l'uomo è già molto vicino allora le dico di andare avanti da sola intanto cerco di distrarre l'uomo buttandomi a terra e chiedendo aiuto per rialzarmi. L'ubriaco mi guarda con occhi vacui e un sorriso stupido in volto, poi sposta lo sguardo sulla schena della bambina che si allontana trotterellando, infine torna a prestami attenzione e dopo un po' sporge un braccio che afferro per alzarmi, ma sotto di me il grardino è diventato inconsistente e faccio fatica a muovermi, mi guardo attorno e vedo che invece dell'erba c'è il mio piomone che mi avvolge impedemdomi i movimenti... La bambina si volta e vede che l'uomo mi sta aiutando, allora pensa che non sia una cattiva persona e torna indietro. Le grido di fermarsi e andare a casa, lei risponde "va bene" un po' risentita ma invece di fare dietro front corre in strada. Lo spavento mi da la forza di alzarmi per andare a recupararla prima che le succeda qualcosa e scappo in casa.
Valiachan alle ore
16:06
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venerdì, 17 marzo 2006
Michele passa a prendermi per andare al concerto dei Negramaro.
Arriviati in zona cerchiamo parcheggio in uno spiazzo, è già buio e non c'è illuminazione.
A un certo punto imbocca in retromarcia una stadina sterrata andando a una velocità considerevole.
Sono abbastanza spaventata, anche perchè guardando fuori dal finestrino non risco a vedere niente: sembra che ci avvolga un a fitta nebbia...
Gli chiedo di rallentare, che non mi sembra il caso di finire in un fosso...
Con un gesto di stizza lui ferma la macchina e riparte andando in avanti, cosicche torniamo nello spiazzo e parcheggiamo.
Mi guardo intorno e non mi sembra proprio di essere al Forum di Assago, c'è solo un capannone in mezzo a tanti campi brulli...
Ci avviciniamo all'ingresso e una donna prende da parte Michele e parlando sottovoce gli dice che per avere lo sconto deve seguire le sue istruzioni, poi concude con un "capito tutto? io devo andare" e lo saluta correndo via.
Michele si rivolge al buttafuori dicendo che siamo in lista con Gregorio, l'uomo controlla nel foglio che porta sulla cartelletta e trova una persona sola, quindi io non posso entrare, ma sbirciando vedo che un po' più sotto il nome è ripeuto e glielo faccio notare, così riuscimao a entrare.
Il locale sembra una taverna, e per quanto grande mi chiedo come possa contenere tanta gente, visto che è previsto il doppio dell'afflusso rispetto al Mazdapalace...
Agli angoli dei muri di mattoni rossi vedo che ci sono dei monitor che inquadrano il palco: non vorranno mica farci vedere il concerto in televisione?! Allora me ne restavo a casa!
Perplessa mi addentro per il locale e vedo che in fondo sulla sinistra c'è un'apertura che porta al Forum.
Per fortuna! Allora questa dev'essere una specie di anticamera...
Background
Stasera vado la concerto dei Negramaro ^___^
speriamo ceh vada tutto bene...
Valiachan alle ore
11:14
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giovedì, 16 marzo 2006
Sono sulla rover verde, sul sedile posterire ci sono i miei fratelli, al volante Matteo. Siamo sulla cassanese in direzione dell'imbocco della tangenziale, dobbiamo andare al cinema credo, forse a Pioltello... L'Eu si sporge in avanti proponendo "e se facessimo una piccola deviazione in montagna? Dai non è tanto distante!"
Matteo mi quarda perplesso e io gli dico "be' ci vuole un'oretta, si potrebbe fare, così vedi la casa"
Non sembra molto convinto, ma alla fine devia verso la nuova direzoine...
Mi squilla il cellulare: è papà che chiede dove sia la mamma, gli dico che sta andando in montagna a prendere o portare qualcosae che la stiamo raggiungendo...
Lungo il percorso mi avvicino a Matteo, abbracciandomi il suo braccio sinistro e appoggiando la testa alla sua spalla, sono contenta e rilassata. Inclino la testa in modo da poterlo veder in volto, lui mi sorride e mi bacia, divertita inseguo le sue labbra ricambiando il gesto, poi resto appoggiata alla sua spalla soddisfatta.
Passiamo per un paesino dalle strade strette e contorte e ci fermiamo, forse per prendere qualcosa da mangiare...
Da dietro la curva riconosco un rumore di motore: sembra proprio quello della Big One.. Vado a vedere e in effetti c'è la macchina e la Mamma sta uscendo dal supermercato con parecchie borse della spesa... Chiamo gli altri e vado ad aiutarla, Matteo prende un paio di borse e le carica nel bagagliaio, mentre la mamma ci racconta qualcosa...
Valiachan alle ore
09:45
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mercoledì, 15 marzo 2006
Sono in montagna, sto salendo le scale che portano al piano superiore, con me c'è un ragazzo. Entriamo nel bagno e sul fondo c'è una strana vasca bassa e quadrata da cui si possono sfilare il water e il bidè come fossero cassetti o scomparti nascosti. Con un certo spostamento di meccanismi seguendo una determinata sequenza, il muro dietro la vasca si apre rivelando un passaggio segreto: è proprio quello che stavamo cercando anche se non eravamo certi della sua esistenza. Entriamo nell'oscuro corridoio di pietra umida, l'entrata lascia passare qual tanto di luce che ci permette di scendere gli scalini senza cadare, la strada svolta a sinistra aprendosi in una grande sala conun tavolo dall'aspetto massiccio al centro e pareti di roccia scura semicoperte da scaffali. Sulla destra c'è una zona con poltrone, mentre sulla sinistra la stanza è troppo buia per riuscire a vedere cosa contiene. Stiamo cercando qualcosa, l'uomo, vestito con una tunica verde ha l'aspetto di un soldato, si dirige deciso verso gli scaffali per frugare tra in fogli e i volumi contenuti. Assieme a noi c'è una ragazza magra dai capelli rossi, indossa una tunica bianca e sembra intimorita, si è fermata vicino al tavolo con l'aria di chi non dovrebbe trovarsi in quel posto. L'uomo le si avvicina e le dice di sbrigarsi, dobbiamo scoprire al più presto qualcosa!
Aggiriamo il tavolo dirigendci verso la grande specchiera sopresa alla parete sopra a un pesante mobile. Pasandoci davanti sento il ronzio di un macchinario, vedo una lucina rossa pulsante, sento un sibilo farsi sempre più intenso e una luce accecante ci investe: siamo stati fotografati in pieno! Possibile che ci fosse un dispositivo di sicurezza tanto avanzato? Eppure questo posto dovrebbe essere disabitato da tempo, la proprietaria non è più in vita da molti anni, probabilmente nessuno controllerà mai... La tensione è altissima quando squilla il telefono sotto la specchiera, la ragazza alza la cornetta e io le passo alle spalle sussurrandole per scherzo "sette giorni...."
Lei si volta sconvolta e mi passa la cornetta senza parlare, ma con gli occhi verdi sbarrati dal terrore.
Accosto l'orecchio da principio sento solo scariche di interferenza, poi una voce lontana e gracchiante di donna mi dice in un sussurro "so cosa stai facendo"
Un brivido freddo mi scorre lungo la schiena percependo la malignità di quella voce... nella mente sento e vedo gli occhi di una presenza inquietante che mi scruta... ormai l'ho riconosciuta, come può essere lei?! Ashara è morta più di un secolo fa, ma non ci sono dubbi sulla sua identità...
L'uomo mi si avvicina e posiziono la cornetta in modo che possa sentire anche lui.
La donna dall'altra parte continua a parlare, formulando frasi che mi fanno pensare a una maledizione...
Usciti dalla stanza segreta, vado a parlare con la Custode per dirle che non possiamo utilizzare la casa come base per i bambini dell'orfanotrofio, per via della presenza negativa di Ashara, ma lei non sembra darci peso e ha intenzione di portare a termine il piano iniziale...
Mi chiede di indicarle persone che possano darci una mano per il viaggio, così le propongo Stefano.
Chiamo Ste al cellulare, lui è in auto e sta tornado a casa, gli dico che ho pensato a lui per affrontare il viaggio fino al rifugio, pensando di fargli cosa gradita visto la sua passione per l'avventura, invece lui si arrabbia molto perchè non gli piace che altri decidano della sua vita e afferma di non aver nessuna intenzione di aiutarmi...
Background
Sto leggendo l'ultimo libro della saga di Darkover di Marion Zimmer Bradley: attacco a Drkover. Ho sempre a mato molto questa autrice.
L'uomo che mi accompagna dovrebbe essere Dyan Ardais, anche se non ha niente a che fare con la descrizione del libro, mentre la ragazza doveva essere Yllona, probabile figlia nedestra di Dyan. Ashara era una Custode davvero inquietatnte, incontrata in un altro libro, ma spesso citata in questo.
L'ultima parte del sogno è molto confusa, non riesco a ricordarla meglio e probabilmente era successo qualcosa prima del bagno, ma non ricordo.
Valiachan alle ore
10:55
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Secondo sogno di stanotte
Sono insieme ai compagni di università, un gruppo di una dozzina di persone. E' notte, dev'essere primavera inoltrata, perchè non fa freddo anche se abbiamo le giacche. Stiamo passeggiando per le strade di milano tra città studi e casa mia. Io sono avvinghiata a Simone, perchè è l'unico con cui sono abbastanza in confidenza: continuo ad abbracciarlo o a tenrlo a braccetto anche se parla con altri. A un certo punto restiamo un po' in dietro, vedo arrivare una ragazza bionda che si chiama Stefania e lui seguendo il mio sguardo mi dice che tra un po' dovrebbe raggiungerci anche la Vale, allora io ricordo che ha la ragazza, per ciò gli chiedo se gli dia fastidio il mio comportamento, ma lui dice di no. Poi resto un po' a pensare, perchè non mi sembra che la sua ragazza si chiami Vale... ha un nome lungo ma non è Valentina...
Background
in questo sogno ho fatto un sacco di confusione di nomi ^^'
Valiachan alle ore
10:54
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domenica, 12 marzo 2006
Sono in una specie di bar, molto affollato, ci sono tanti tavolini e la gente parla sommessamente. Sono insiema a Deborah e a una signore anziana, forse la signora a cui curo gli animali. Siamo in piedi vicino a una porta, in attesa (che sia quella del bagno?). Appena si libera un tavolo, mi siedo con la signora, mentre Deborah si mette a un tavolo poco più in là alle mie spalle al di là del corridoio di passaggio.
Io sono una specie di psicologa e devo fare una seduta con la persona seduta al mio tavolo, che è sempre Deborah. Iniziamo a parlare, le faccio qualche domanda e lei inizia a parlare del suo problema, e dei tormenti che l'assillano. Spesso ho l'impulso di dirle cosa dovrebbe fare secondo me, ma subito mi mordo la lingua perchè "non devo dare giudizi o consigli, solo fare in modo che arrivi alla soluzione del problema da sola, ponendo le giuste domande che possano fare chiarezza nelle sue idee...".
Mentre sto formulando una domanda rigurdo gli esiti di un suo comportamento sul lavoro, la Debora alle mie spalle si agita chiamandomi a gran voce tutta eccitata indicandomi l'agenda che tiene aperda sul suo tavolina. Mi dice che ha trovato il modo di incontrarci e di andare a vedere se il giorno va bene anche a me.
Sono abbastanza seccata per l'interruzione anche perchè ora non posso certo alzarmi e andarmene... Le dico "non adesso" e lei mi guarda delusa.
Prima di tornare a concentrarmi sulla mia paziente, mi do un'occhiata intorno, valutando la distanza con gli altri tavolini e chiedendomi vagamente se ci sia la possibilità che possiamo essere udite dai vicini: in effetti i tavolini sono abbastanza vicini, ma ogni coppia di persone sembra intensamente concentrata sui loro argomenti...
Valiachan alle ore
15:26
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Secondo sogno del 9 marzo
Vado dalla dermatologa per farle vedere che il trattamento che mi aveva prescritto non sembra sortire alcun effetto, anzi ci sono dei peggioramenti: non solo la pelle è secca ma ora è comparsa anche una specie di acne...
La dottoressa sembra insofferente alle mie perplessità e sbuffando mi dice di seguirla; usciamo dallo studio e ci incamminiamo per un corridoio di ospedale, lei entra in una stanza, faccio per seguirla, ma vedo che è una camera con parecchi letti contenenti bambini malati teminali, sembrano leucemici...
Faccio qualche passo in dietro e resto ad aspettare turbata in corridoio, chiedendomi perchè mi abbia portata con sè se dovevafare il giro visite.
La dottoressa esce dalla stanza con una grossa sacca di plastica bianca e i manici rigidi, me la porge dicendo di fare quella cura.
Vedo che dalla plastica sporge una flebo già montata con un deflussore, ma la sacca sembra molto pesante e piena di altre cose, infilo dentro la mano e la ritraggo subitoper il dolore: mi sono punta con l'ago montato sul deflussore e il dito mi sanguina copiosamente!
Guardo dentro alla sacca: è piena di aghi usati!
Background
che ansia sto sogno -.-'
Valiachan alle ore
15:04
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