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¤ AVVERTENZE ¤
scriverò i nomi delle persone che
appaiono nei miei sogni
spero che i diretti interessati
non se la prendano
|
sogni
è tutto quello che c'è...
sono dei frammenti di me
¤ Odi.et.Amo ¤
odio chi non lascia commenti amo chi interpreta i miei sogni
¤ Sostengo che ¤
Le mie idee sono solo mie e comunque qui si parla solo di sogni
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venerdì, 27 giugno 2008
Sogno del 25 giugno 2005 Sono in giardino in montagna, al posto della casa dei cugini che un dolce pendio dove mi sta aspettando Silva seduta su un plaid. Background
La raggiungo e ci mettiamo a chiacchierare: tra poco sarà il compleanno di Erminia, Silvia pensa che si potrebbe regalarle la raccolta delle opere di Palahniuk che è appena uscita.
Sono d’accordo con le e aggiungo che possiamo pure usufruire della promozione della Libreria del Corso che fa il 30% di sconto su tutti i libri.
Silvia risponde entusiasta alla notizia, ma io non l’ascolto perché sto fissando a bocca aperta qualcosa in cielo che si sta avvicinando a gran velocità…
“Ma cos’è? Sembra un pino volante…”
In effetti sembra proprio un albero… e sembra proprio che stia puntando dalla nostra parte!
Non facciamo neanche in tempo a spostarci che con una manovra rapidissima di rotazione di 90 gradi la pianta atterra lungo la strada alle nostre spalle sollevando un gran polverone misto ad aghi.
Dopo poco attraverso i rami si fa strada un ragazzo coi capelli un po’ lunghi e la maglietta rossa.
Noi due siamo ancora impalate dalla sorpresa e lo fissiamo a occhi sbarrati, il ragazzo di dice senza tanti convenevoli che dobbiamo spostarci visto che deve smontare l’albero al più presto per fare la legna per i cugini; senza darci il tempo di muoverci inizia a togliere i rami con una motosega investendoci con la segatura prodotta.
Alle nostre proteste risponde in malomodo e noi sempre più allibite ci dirigiamo in casa.
era un sogno davvero molto vivido!
la Libreria del Corso è effettivamente in periodo di promozione, si capisce che ho voglia di fare un po' di acquisti? ^_^
Valiachan alle ore
14:13
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martedì, 17 giugno 2008
Sogno del 15 giugno 2008 Vivo in un appartamento mansardato assieme a Erminia e Silvia, composto da tre camere spaziose un ampio salone con cucina, bagno e doppio ingresso. Background
Una sera Ermina ci chiama per farci vedere il suo nuovo acquisto: un divano rosso con puff che può diventare un letto matrimoniale.
Le facciamo i nostri complimenti e poi torniamo nelle rispettive stanze.
Camera mia confina con il bolckbuster, praticamente una mia parete è data dal retro di uno scaffale del negozio, c’è anche un piccolo tornello contagente, comodo per quando voglio noleggiare un dvd.
Sono sdraiata supina sul letto sfogliando una rivista, indosso una veste orientaleggiante, di veli violetti.
Dei ragazzi entrano in camera mia e si dirigono al tornello, come se fosse l’anticamera del negozio.
Mi metto in ginocchio sul letto esclamando: “Ehi! Questa è proprietà privata! Non potete passare di qui! La porta del videonoleggio è quella affianco alla mia!”
Intanto scendo dal letto e li spingo verso la porta, i ragazzi frastornati si scusano ma non riescono a uscire perché altra gente sta entrando e anche dalla parte del tornello giungono delle persone come per uscire dal negozio!
Mi metto a urlare disperata: “Non potete stare qui! È proprietà privata! Proprietà privata!!!!!”
che ansia mi ha lasciato addosso sto sogno...
la casa in cusi ci trovavamo all'inizio del sogno era la mia, alla fine invave era il bolckbuster vicino casa, dove peraltro non riesco mai ad andare...
Valiachan alle ore
17:20
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mercoledì, 04 giugno 2008
È sera, sta piovendo e io sono appena arrivata a casa di Michele e Valerio. Background
Entro salutando di sfuggita Vale e mi precipito in camera di Michele: cerco disperatamente il mio ombrello che ho dimenticato settimane fa, ma non lo trovo, poi ricordo che Matteo mi aveva detto di averlo messo nella libreria, ma non lo trovo in nessuno scaffale.
Sposto i dvd di Angel ed eccolo lì ancora dentro alla sacca di tela in cuo l’avevo lasciato.
Ora posso tornare a casa, ma quasi quasi mi porto via un paio di cofanetti da vedere… *_*
Questo è un chiaro sogno di desiderio, visto che è esattamene quello che voglio fare da circa due settimane -.-‘
Valiachan alle ore
22:38
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venerdì, 18 aprile 2008
Sono al Libraccio di Porta Venezia sto cercando dei vecchi libri della collana Urania: Alessio mi ha detto che aveva visto parecchie copie di “io sono leggenda” a prezzo irrisorio.
Ho in mente che devo essere libri con copertina e costa rossa, ma non riesco a trovarli, poi guardo sugli scaffali in alto e ne vedo uno, possibile che sia quel che cerco?
Chiedo a un signore che lavora nella libreria, che mi dice che sì ne avevano parecchi, tutti ammassati in quell’angolo, indicando sotto allo scaffale, ma che ormai sono spariti tutti!
Allora gli indico il volume che ho visto e mi dice che probabilmente è l’ultima copia rimasta.
Gli chiedo se posso controllare e mi risponde di sì, così avvicino la scala scorrevole per raggiungere il ripiano della libreria, non sembra molto stabile, comunque inizio a salire.
Sotto di me sento tre commessi parlare: si stupiscono che abbia avuto il coraggio si arrampicarmi sulla scala…
Raggiungo il libro e torno giù, ma appena lo osservo mi rendo conto che non è quello che credevo, ma il secondo romanzo di una saga di cui ho letto il primo.
Alessio compare alle mie spalle e mi dice di prenderlo lo stesso, tanto costa così poco…
Vado alla cassa solo per chiedere il prezzo, ma il signore batte direttamente lo scontrino aggiungendo anche la nuova edizione di “io sono leggenda” e mi mostra un totale sui 30€!
Mi volto imbestialita verso Alessio e inizio a tirargli dietro i libri che ho in mano e poi tutti quelli che mi capitano sotto tiro!
Il poverertto cerca di ripararsi come può cheidendomi scusa indietreggiando con le mani alzate per protergersi il volto.
Dopo la sfuriata usciamo dal negozio tranquillamente e decidiamo di andare a prendere un gelato.
Valiachan alle ore
17:19
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lunedì, 07 aprile 2008
Sogno del 7 marzo 2007 Sono a casa di Erminia, stiamo organizzando la cena per gli Enrichi. Backround
Ci troviamo in sala, siccome è una serata temperata, la porta-finestra che da sul balcone è aperta.
Il nuovo animaletto domestico di Ermina ci passa davanti
saltellando fino al limita col balcone, dove si ferma a fiutare l’aria, diffidente.
Chiedo a Erminia come si trovi con il nuovo inquilino e lei mi risponde: “Benissimo! È proprio carino e poi non ho problemi con l’allergia di mio padre, perché pur assomigliando a un certosino, non è un gatto. Non sai quanto ho sudato per trovare un animale del genere”
Osservo lo strano animaletto: la testa, come il mantello, è molto simile a quella di un gatto certosino dagli occhi molto grandi, ma il corpo è più simile a quello di un coniglio o di un piccolo canguro, soprattutto per via degli arti posteriori grazie ai quali si muove a saltelli, mentre gli anteriori sono corti e la coda è simile a quella di una nutria.
l'immagine qui sopra l'ha realizzata una mia amica che ha cercato di disegnare l'animale che avevo descritto, io non riuscivo ad andare oltre a questo:
Valiachan alle ore
23:41
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venerdì, 04 aprile 2008
Sogno di ieri 3 aprile 2008
Sono in cima a una montagna, in qualità di cameraman sto seguendo una gara, una specie di maratona/arrampicata.
Il giornalista che sto seguendo fa la telecronaca di ogni passaggio presso il valico dove ci troviamo: è un passo caratterizzato da un terreno molto insidioso: ghiaioso e sdrucciolevole, molti atleti arrivati a questo punto hanno rischiato di farsi molto male...
È ora il turno di una giovane atleta con alle spalle delle brutte storie di incidenti nelle precedenti gare, riuscirà a varcare il valico?
Osservo il terreno ghiaioso in cui la ragazza fissa un lungo picchetto legato a un capo della misera corda con cui cercherà di sostenersi durante la discesa… non ce la può fare! È tutto troppo instabile! Non ha dei mezzi adeguati per passere illesa…
La ragazza si dice che non può rinunciare adesso, deve superare il blocco delle precedenti gare.
Stringe forte i pugni sulla corda e si lancia di corsa in salita, arriva in cima e inizia la discesa sull’altro versante, ma il terreno è troppo instabile e scivola alzando un polverone, ma non si arrende e con un colpo di reni riesce a non cadere e arrivare in fondo in scivolata senza farsi troppo male, forse qualche escoriazione…
Non avrei mai pensato che ce l’avrebbe fatta… ha affrontato il suo problema e l’ha battuto… dovrei prendere esempio da lei e affrontare il mio incubo…
Mi ritrovo a casa dei genitori di Raf, nella stanza in cui dormivo io, quando mi fermavo da lui: il divano letto non c’è più e la scrivania è davanti alla finestra, non c’è più lo stereo e la libreria è piena di libri invece che fumetti, curioso un po’ in giro, mentre penso di aver fatto un grave errore… non sono pronta per affrontarlo… e poi… come diamine ho fatto ad arrivare qui?!
La tapparella è abbassata e la luce spenta, ma la stanza è in penombra perché quella in corridoio è accesa.
La mamma di Raf passa in corridoio e sembra non notarmi, ma poco dopo riappare sulla porta con espressione un po’ stupita, poi mi saluta: “Quanto tempo! È un bravo figlio il mio Raffaele eh?”
“Sì, Sì” rispondo, mentre mi sento sempre più in trappola…
la signora mi porta in sala per farmi assaggiare le crocchette che ha appena preparato.
Mi porge un piattino e mi fa cenno di accomodarmi, ed ecco che d’improvviso la sala è piena di persone, come fosse un ricevimento… sul tavolino davanti al divano ci sono tanti piatti con diverse pietanze, ci sono anche delle crocchette verdi che mi attirano molto.
La persona seduta affianco a me, un uomo in giacca e cravatta, si alza e dopo poco si siede affianco a me Raf che mi saluta tranquillamente, io rispondo e poi mi fiondo al recupero di tutte le crocchette verdi: ne sono rimaste poche e due hanno una strana faccia, ne assaggio una e non i piace molto, c’è troppo formaggio, e più che una crocchetta sembra una minicrespella. Be’ ormai questa l’ho morsa, ma l’altra la rimetto a posto…
Dai discorsi attorno a me capisco che si sta festeggiando qualcosa che riguarda figlia di Raf , la vedo passare con un bel vestitino bordeaux e un fiocco dello stesso colore tra i capelli castani a chaschetto lungo con frangetta, avrà due o tre anni…
Mi ritrovo esausta e un po’ affranta a camminare per via lomellina… qualcuno alle mie spalle mi chiama: è Enrico, ma è molto più in carne rispetto all’ultima volta che l’ho visto, mi saluta con una mano mentre con l’altra stringe la manina di suo figlio, caspita commina già!
Ci salutiamo e dopo poco ci raggiunge Enrica, indossa una tuta bordeaux, chiacchieriamo un po’.
Lei mi racconta la sua giornata e un po’ di aneddoti e io mi sono svegliata pensando: caspita adesso mi faccio mettere incinta così avrò qualcosa da dire anch’io…
Background
le crocchette verdi erano fatte con purè di patate e verdure, chissà se esistono davvrero...? l'impanatura mi ricordava quella delle prime spinaccine, quelle con la carne verde
Valiachan alle ore
00:06
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giovedì, 06 marzo 2008
sono in aeroporto con la mia famiglia, stiamo aspettando di imbarcarci.
quando chiamano il nostro volo ci dirigiamo al gate, io però rimango indietro, perchè ho paura che papà abbia dimenticato qualcosa in giro e vado a controllare.
Infatti ecco che trovo al bancone dell'accettazione il suo masupio e golf, inoltre le batterie dei cellulari sono tutte sparse in giro cerco di raccoglierli usando il golf come sacco e corro verso l'imbarco, ma non c'è più il pulmimo che porta all'aereo!
Mi metto a correre per la pista e riesco a raggiungere la scaletta prima che chiudano il portellone.
La hostess mi squadra con disappunto e mi fa sedere al mio posto, accanto a Giorgio, che mi domanda che fine avessi fatto.
L'aereo è in grande ritardo, ma all'ultimo ecco arrivare altri ritardatari, quindi non era solo colpa mia...
Valiachan alle ore
16:53
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lunedì, 04 febbraio 2008
Sogno di venerdì 1 febbraio 2008 Sono in montagna. Devo uscire e mi sto assicurando che le portefinestre si ano chiuse.
Mi accorgo che in giardino c’è trambusto, some se parecchie persone stessero correndo.
Esco e mi dirigendo verso casa dei cugini, appena superati i cipressi vedo con la coda dell’occhio un gruppo di persone sparire dietro l’angolo della casa.
Mi avvicino chiedendo a voce alta “Chi c’è?”
Poi mi accorgo che seduta sul prato c’è Rita che mi saluta e mi dice che sono passati degli amici a salutarla, dopo poco siamo circondati da diversi ragazzi che chiacchierano e scherzano tra loro.
Chiedo a mia cugina se va tutto bene e lei mi risponde di sì con un’alzata di spalle e un accenno di sorriso vagamente triste.
Ai suoi piedi c’è un gattino bellissimo: grigio tigrato.
Mi chino per accarezzarlo: “è uno scottish fold vero?”
In quel momento un ragazzo con una T-shirt gialla ci passa vicino di corsa dirigendo si verso il cancello e incitando gli altri a seguirlo.
Rita mi chiede: “Ma l’hai visto quello che carino?”
“No, ho visto solo le suole delle sue scarpe che per poco mi prendevano in peno…”
“E ci credo! Se stai sempre a guardare gli animali, non ti accorgi di niente intorno!”
Valiachan alle ore
12:10
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lunedì, 28 gennaio 2008
sogno del 27 gennaio 2008 Sono in macchina coi miei in una giornata assolata, giuda papà: stiamo percorrendo una ripida salita, che ci porterà al mare.
La discesa successiva termina con una lunga piattaforma galleggiante bianca su cui sono distese diverse persone sui loro asciugamani.
Io e la mamma ci dirigiamo verso la parte più vicina al mare, mentre papà va a parcheggiare la macchina.
Arrivate in fondo alla piattaforma incontriamo Rita che prende il sole, la mamma si sdraia affianco a lei, io invece resto in piedi ad osservare il mare e gli scogli circostanti.
Sono inquieta, c’è qualcosa che non va, il paesaggio non è come dovrebbe essere, quegli scogli sulla sinistra sono molto più alti di come dovrebbero essere…
Guardo il mare intorno agli scogli e mi accorgo che l’acqua si sta ritirando mentre all’orizzonte vedo che qualcosa si sta avvicinando sempre più: è un muro d’acqua!
Non ci posso credere!
Le persone che prendono il sole tranquille: non si sono accorte di niente!
Mi metto a urlare “Tsunami! Correte! Scappate!”
Aiuto mia madre ad alzarsi e prendere le sue cose poi incito anche mia cugina ad alzarsi.
Il resto delle persone mi guarda immobile e perplessa, qualcuno alza gli occhiali da sole e cerca di mettere a fuoco all’orizzonte.
Mentre corriamo verso la terra ferma, la piattaforma inizia a inclinarsi pericolosamente per via dell’abbassarsi del livello dell’acqua e il panico inizia a dilagare tra la gente che inizia a correre alla rinfusa quasi calpestandosi gli uni con gli altri.
Riesco a raggiungere mio padre ancora in auto e faccio salire la manna e l’Eu, poi gli dico di partire e di andare il più in alto possibile.
Io torno indietro, ho visto Francesca ancora stesa supina a prendere il sole con gli auricolari dell’ipod nelle orecchie:sembra non essersi accorta di niente!
La raggiungo e la incito a scappare, la spingo per farle raggiungere al più presto la riva mentre la piattaforma ha raggiunto ormai una pendenza insostenibile.
Cerco di portare con me il mio piumone ma inciampo e mi cade dalla piattaforma, mi sporgo per riprenderlo, ma perdo l’equilibrio e cado giù: ormai non c’è più acqua e solo l’imbottitura del piumone ripara l’impatto col fondale sabbioso.
Qualcuno si sporge per aiutarmi a risalire ma è troppo distante non riesco a raggiungere il bordo e poi è troppo pericoloso è meglio che si metta in salvo, io in qualche modo farò, o forse per me non c’è più tempo…
Valiachan alle ore
00:24
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giovedì, 10 gennaio 2008
Sono in ritardo, devo arrivare in tempo in aeroporto, ma non ho neanche fatto la valigia!
Mia sorella mi incita a sbrigarmi, o perderò l’aereo!
Vorrei portarmi dietro qualcosa per affrontare il viaggio… un libro! Sicuramente Eclipse, ma l’ho quasi finito, il viaggio è lungo, cos’altro potrei portarmi? Il libro che mi ha prestato Andrea? E se poi lo rovino…? Potrei ascoltare la musica con l’ipod, ma è scarico…
Corro in camera e recupero uno dei libri impilati sul comodino e l’ipod assieme al suo carica batterie… speriamo che ci sia modo di collegarlo alla corrente sull’aereo…
Arrivo a rotta di collo in aeroporto e vedo Tiziana e Valerio e altri del forum salire la scala e sparire dentro all’aereo che ci porterà in America: Tiziana è riuscita a trovare un posto per me sul loro stesso volo, ma ho un posto distante, molto indietro rispetto a loro.
Tiziana mi saluta con la mano e poi si volta a scherzare con Valerio.
Affianco a me sulla sinistra c’è un ragazzone corpulento, sembra che faccia in qualche modo parte della nostra comitiva, è davvero mortificato di dover invadere il mio spazio a causa della sua mole e mi chiede più volte scusa, ma nonostante un po’ di fastidio, sono troppo concentrata nella lettura per darci peso.
Arriviamo a destinazione e io sono tutta triste perché ho finito di leggere Eclipse: e ora quanto dovrò aspettare per il quarto libro?
Mentre rimugino su questo pensiero, seguo gli altri per i vicoli di una specie di Chinatown, tutta luccicante di oro e rosso.
Siamo atterrati nel primo pomeriggio e siamo affamati ma non troviamo nessun posto dove poter mangiare…
Svoltato un angolo vedo un ristorante che sembra ancora aperto, entro a chiedere e il proprietario ci invita ad accomodarci non un ampio cenno del braccio e un largo sorriso, indicando un tavolo già apparecchiato con delle frittate in ogni piatto: sono strane, come se sopra alla frittata avessero messo vari condimenti per la pizza…
Ci sediamo a tavola ognuno con una frittata diversa che tagliamo a pezzi per scambiarci i vari gusti…
Valiachan alle ore
00:08
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